Milano, sabato è il primo test: Sala apre ai 500 militari
Dopo gli scontri del fine settimana, il sindaco chiede controllo e repressione mentre Piantedosi difende l’operato della polizia e annuncia nuove indagini.
Il prossimo sabato sarà il banco di prova per la gestione dell’ordine pubblico a Milano dopo gli scontri del fine settimana. Giuseppe Sala invita a non alimentare l’allarme, ma considera possibile una nuova giornata delicata e non esclude l’impiego di 500 militari per rafforzare la sicurezza in città.
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La preoccupazione per il prossimo sabato
Al termine della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il sindaco ha spiegato che in piazza potrebbero tornare persone vicine ai gruppi già presenti durante il weekend, insieme a soggetti intenzionati a contrastare la presenza delle forze dell’ordine e ad anarchici. Per questo, secondo Sala, il controllo del territorio dovrà essere accompagnato da una risposta repressiva.
«Sabato può essere una giornata delicata per la città», ha detto il primo cittadino, chiarendo però di non voler invitare i milanesi a restare nelle proprie abitazioni né suggerire la chiusura dei negozi. A suo giudizio, una simile reazione alimenterebbe una psicosi e sarebbe incompatibile con la tradizione di partecipazione alla vita delle piazze che caratterizza Milano. La giornata, ha aggiunto, servirà a verificare se sarà possibile gestire la situazione in modo diverso.
Sala difende la richiesta di rinforzi
Il sindaco ha ribadito di non considerare eccessivo l’arrivo di 500 militari. «Prima di tutto vengono il controllo e la repressione di questi fenomeni», ha affermato, precisando di non essere contrario al loro impiego. I paracadutisti, ha spiegato, non avrebbero soltanto funzioni statiche, ma anche un ruolo operativo sul territorio.
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Sala non ha inoltre ritrattato la valutazione sulle forze dell’ordine schierate durante gli incidenti dello scorso sabato. Dopo aver seguito per ore le immagini della diretta, ha sostenuto che gli agenti presenti nel centro fossero pochi, definendo tuttavia la frase una constatazione e non un’accusa o una provocazione.
Piantedosi promuove la reazione
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presente alla riunione insieme al vicepremier Matteo Salvini, ha espresso un giudizio positivo sull’intervento delle forze dell’ordine. «Sono soddisfatto, non ho nessun rilievo da muovere», ha dichiarato, richiamando il numero degli arresti effettuati dopo i disordini.
Piantedosi ha osservato che gli arresti rappresentano, a suo avviso, un elemento concreto per valutare la capacità di risposta della polizia. Oltre ai fermi per l’identificazione e agli arresti già eseguiti, proseguono gli accertamenti per ricostruire l’identità di altre persone e attribuire eventuali responsabilità individuali. Il ministro ha quindi escluso di essere insoddisfatto della gestione dell’ultimo fine settimana.
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