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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Milano, oltre 700mila euro in fumo: chi pagherà i danni ai locali

Fipe-Confcommercio chiede di valutare i costi sostenuti dai pubblici esercizi dopo le devastazioni e segnala le difficoltà di individuare responsabili per gli eventi spontanei.

Il nodo più difficile da sciogliere riguarda proprio l’assenza di un interlocutore formalmente responsabile. Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio, osserva che una cauzione può essere utile per alcune manifestazioni, ma diventa difficile da applicare quando un raduno nasce senza un organizzatore riconoscibile: «Ieri, per esempio, non era una manifestazione autorizzata, c’è stata questa aggregazione che poi è degenerata».

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Chi tutela i locali colpiti

Tra le ipotesi da esaminare c’è quella di chiedere una garanzia economica a chi promuove gli eventi, così da coprire eventuali danneggiamenti. Stoppani, tuttavia, considera lo strumento più adatto alle iniziative strutturate che agli episodi spontanei: «È un’idea che può funzionare ma più in altri tipi di manifestazioni, in queste improvvisate un po’ meno: a chi si chiede la cauzione?».

Il presidente dell’associazione di categoria ritiene comunque necessario un confronto più ampio con il Comune. Un tema potrebbe riguardare i dehors e gli altri spazi esterni utilizzati dai pubblici esercizi, per i quali gli esercenti pagano un canone anche quando, a causa delle manifestazioni, non riescono a sfruttarli pienamente.


Il conto continua a crescere

La stima provvisoria parla di oltre 700mila euro di danni materiali tra vetrine, arredi e strutture dei locali. A questa somma si aggiungono gli incassi persi, soprattutto per le attività rimaste chiuse, e il possibile effetto negativo sulla percezione di Milano da parte di turisti e visitatori.

Secondo Stoppani, le conseguenze economiche non si limitano alla giornata degli scontri. La domenica aveva portato in città numerose persone, anche dalla provincia milanese, e il clima di insicurezza potrebbe influenzare le future decisioni di chi sceglie Milano per una visita.

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Le scadenze non si fermano

Dietro il bilancio complessivo ci sono situazioni personali e aziendali molto concrete. Stoppani ha raccontato di aver incontrato in via Spadari il titolare di un bar costretto a sospendere l’attività: «Le cambiali da pagare a fine mese non accettano giustificazioni per il mancato adempimento».

Anche quando il negozio resta inattivo, infatti, continuano a maturare rate, forniture e spese di gestione. Gli operatori devono quindi affrontare nello stesso momento le riparazioni, la perdita degli incassi e gli obblighi finanziari già fissati.


Verifiche ancora in corso

Il quadro non è definitivo. Fipe-Confcommercio sta raccogliendo le segnalazioni degli esercenti e punta a discuterne con l’amministrazione comunale e con le forze dell’ordine, prima di formulare richieste precise o proporre interventi mirati.

L’eventuale revisione dei costi legati all’occupazione del suolo pubblico potrebbe rientrare nel confronto, ma per Stoppani la priorità resta il ritorno a condizioni di sicurezza e legalità. Solo in questo contesto, ha spiegato, si potranno valutare le misure necessarie per consentire alle attività danneggiate di ripartire.

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