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Cronaca 1 min di lettura2 giorni fa

Milano-Meda, il video finisce con l’espulsione: il caso Bratan

Dopo il set improvvisato sulla superstrada, il trapper moldavo è stato rimpatriato mentre la difesa prepara il ricorso contro la decisione del Viminale.

Il provvedimento è già stato eseguito: Nicolae Novacenco, artista moldavo noto come 351 Bratan, ha lasciato l’Italia dopo la cancellazione del suo titolo di soggiorno. La misura è stata adottata per ragioni collegate alla pericolosità sociale, in seguito all’episodio avvenuto sulla Milano-Meda.

L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che il 27 settembre ha riferito sui social dell’accompagnamento del trapper verso il Paese d’origine. La difesa, però, considera la sanzione eccessiva e intende rivolgersi al Tar.


Espulsione eseguita, la difesa reagisce

Secondo quanto comunicato da Piantedosi, a Novacenco è stato ritirato il permesso di soggiorno e il rimpatrio è avvenuto con il primo collegamento aereo disponibile per la Moldavia. Il ministro ha collegato la decisione al pericolo creato dalla registrazione musicale, sostenendo che la scena avrebbe esposto a rischi gli automobilisti in transito.

L’avvocato Matteo Politano ha contestato il provvedimento e ha annunciato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Dal suo punto di vista, la risposta delle autorità non sarebbe proporzionata all’accaduto, definito dalla difesa una semplice “bravata”.

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Il set improvvisato nel traffico

I fatti risalgono al 18 settembre, quando alcuni motociclisti occuparono la carreggiata della Milano-Meda nel periodo di maggiore affluenza. Le riprese diffuse online mostrano 351 Bratan e il rapper Omar Ramo impegnati nell’esibizione, mentre alle loro spalle si formava una fila di veicoli.

Proprio i filmati pubblicati sui social hanno aiutato gli investigatori a risalire all’identità di Novacenco e a ricostruire il suo coinvolgimento. L’analisi di diversi account online ha fornito gli elementi utilizzati per il provvedimento, riferito a una performance realizzata senza autorizzazione e con conseguenze sulla circolazione.

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