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Cronaca 1 min di lettura4 giorni fa

Mattarella a Candiolo, la Tac nuova diventa simbolo della ricerca

Al centro della visita all’Inoc di Candiolo c’è il nuovo macchinario finanziato dalla Fondazione Allegra Agnelli, mentre il capo dello Stato ha incontrato anche pazienti e volontari.

La visita di Sergio Mattarella a Candiolo ha messo in primo piano il percorso di ammodernamento dell’Istituto nazionale oncologico del Torinese, proprio nel giorno dedicato alla ricerca sul cancro. L’appuntamento ha intrecciato istituzioni, raccolta fondi e testimonianze dirette, con l’inaugurazione della nuova Tac Photon-Counting come momento centrale.

Accanto al presidente della Repubblica c’erano Alberto Cirio e Stefano Lo Russo. La nuova apparecchiatura rappresenta uno degli interventi più recenti sostenuti dalla Fondazione Allegra Agnelli, che ha finanziato un investimento da quasi tre milioni di euro grazie al contributo dei suoi sostenitori.


La nuova Tac e il piano di rilancio

L’installazione della Tac Photon-Counting si inserisce in una strategia più ampia di aggiornamento tecnologico della struttura. Il progetto è stato possibile grazie alla Fondazione Allegra Agnelli, che ha seguito il rafforzamento dell’istituto nel tempo con il sostegno di privati, aziende e realtà istituzionali.

Gianmarco Sala, direttore generale della Fondazione Allegra Agnelli, ha spiegato che la solidarietà è il tratto che più identifica l’organizzazione. Ha ricordato che in quarant’anni questa rete ha accompagnato la nascita e la crescita di Candiolo, attraverso donazioni, 5x1000 e lasciti.

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L’incontro con pazienti e il passaggio finale

Prima di lasciare l’istituto, Mattarella ha incontrato quattro persone legate in modo diretto alla struttura: due pazienti attualmente in cura, una donna in follow up e un ex paziente che oggi presta servizio come volontario della Fondazione. Il momento ha dato un volto concreto alla giornata, oltre agli aspetti istituzionali.

La visita si è chiusa davanti all’Igloo di Mario Merz, l’opera Doppio igloo di Porto del 1998, con la sequenza di Fibonacci. L’installazione è presente grazie alla collaborazione con la Fondazione Merz e al sostegno del Gruppo Building, con il contributo di Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, rappresentate da Michele Coppola.

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