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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Manifestanti circondano l’auto di Alemanno, denuncia per minacce e danni

L’ex sindaco riferisce di essere stato circondato durante i cortei insieme a Massimo Arlechino, che era alla guida

Gianni Alemanno ha denunciato un’aggressione avvenuta venerdì mattina a Roma durante le manifestazioni. L’ex sindaco ha riferito di essere stato insultato e minacciato, mentre l’auto sulla quale viaggiava sarebbe stata colpita con calci, caschi e sputi.

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La denuncia presentata a Trastevere

Alemanno ha raccontato l’episodio attraverso un messaggio pubblicato sui social. Secondo la sua ricostruzione, intorno alle 11 era rimasto bloccato nel traffico insieme a Massimo Arlechino, proprietario della vettura, all’incrocio tra via Rattazzi e via Carlo Alberto.

L’ex primo cittadino ha sostenuto che il gruppo, composto da circa 3-400 manifestanti diretti verso il corteo in formazione a piazza dei Cinquecento, lo avrebbe riconosciuto. Dopo gli insulti, una decina di persone adulte con caschi da moto avrebbe circondato la macchina, minacciando i due occupanti e danneggiando la carrozzeria.

La vettura ha riportato ammaccature e altri segni, secondo quanto riferito da Alemanno. Lui e Arlechino hanno presentato denuncia per l’aggressione, le minacce e i danni al commissariato di polizia di Trastevere.


Il racconto dei minuti di tensione

Nel suo resoconto, Alemanno ha affermato che sul posto si trovava un agente in borghese, rimasto a osservare la situazione senza intervenire per evitare un’escalation. Dopo diversi minuti, l’arrivo di alcuni manifestanti più moderati avrebbe favorito l’allontanamento del gruppo dalla vettura.

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L’ex sindaco ha aggiunto che, anche dopo il ricongiungimento con il corteo, sarebbero proseguiti cori e minacce rivolti a lui e a Roberto Vannacci. Ha inoltre dichiarato: «Sono bastati i nostri volti per scatenare un odio viscerale e gesti di violenza che per poco non sono degenerati in qualcosa di più grave».


Le accuse contro i manifestanti

Alemanno ha collegato l’episodio a quello che ha definito un clima di «diffuso odio antifascista» presente, a suo giudizio, in alcune manifestazioni. Ha sostenuto che accanto agli studenti ci fossero persone adulte incaricate di organizzare e alimentare le provocazioni.

Nel messaggio ha infine criticato i metodi adottati durante la protesta, affermando che la violenza non rappresenta una forma legittima di mobilitazione sui problemi sociali. Ha concluso dicendo di essere rimasto colpito dal fatto che l’aggressione sarebbe scattata senza una precedente provocazione politica da parte sua e di Arlechino.

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