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Cronaca 2 min di lettura3 giorni fa

Manchester City, la difesa non cede: ora si prepara il ricorso

Dopo il verdetto sulle presunte violazioni finanziarie, il club rilancia la propria strategia legale mentre aumentano i rischi di richieste economiche da parte degli avversari

Il caso che coinvolge il Manchester City potrebbe aprire un nuovo capitolo nelle aule della giustizia sportiva. Il collegio indipendente, secondo BBC e The Athletic, avrebbe riconosciuto il club responsabile di quasi tutte le 115 violazioni contestate dalla Premier League, ma l’entità delle eventuali sanzioni non è ancora stata definita. I media britannici riferiscono che la società presenterà ricorso.


Il club punta tutto sulla difesa

A prendere posizione è stato Khaldoon Al Mubarak. In una lettera indirizzata ai tifosi e pubblicata dal Manchester City, il presidente ha confermato la fiducia nel lavoro dei legali e nella possibilità di dimostrare l’estraneità del club alle accuse: "Il processo della Premier League è ancora lungo e la nostra fiducia e la nostra determinazione nel dimostrare l'innocenza del club sono forti come all'inizio di questa vicenda".

Al Mubarak non ha aggiunto particolari sul contenuto della decisione, spiegando che la procedura è coperta da una rigorosa riservatezza. Ha però assicurato che il clamore suscitato dal verdetto non cambierà l’atteggiamento della società, che considera il procedimento tuttora aperto e sostiene restino "elementi significativi" da completare.


Accuse vecchie, conseguenze nuove

Le contestazioni riguardano principalmente la trasmissione di dati economici, la rendicontazione degli introiti commerciali e i versamenti destinati a calciatori e tecnici. Il periodo preso in esame va dal 2009 al 2018; all’interno del fascicolo, 35 capi d’accusa riguardano invece la presunta scarsa collaborazione fornita dal City agli investigatori della Premier League.

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L’origine dell’inchiesta risale ai materiali di Football Leaks diffusi nel 2018 da Der Spiegel. Tra le carte pubblicate comparivano messaggi di posta elettronica e documenti interni del club, riportati alla ribalta insieme al nome del portoghese Rui Pinto, indicato in varie ricostruzioni come la figura all’origine della fuga di informazioni.


I club rivali valutano i danni

La vicenda potrebbe avere effetti anche sulle altre società del campionato. Christian Purslow, ex dirigente di Liverpool e Aston Villa, ha spiegato alla BBC che le squadre affrontate dal Manchester City nelle nove stagioni interessate potrebbero chiedere un indennizzo per le perdite economiche eventualmente subite.

La Premier League, al momento, non ha commentato il verdetto. In attesa delle sanzioni e dell’eventuale appello, il confronto rischia così di allargarsi: oltre alla decisione disciplinare, potrebbero arrivare nuove controversie legate alle conseguenze finanziarie delle accuse.

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