Manchester City, il doppio accordo che può costare caro al club
Il caso dei compensi a Roberto Mancini si intreccia con le 115 contestazioni finanziarie e con sanzioni che potrebbero arrivare fino all’esclusione dalla Premier League.
Il procedimento che coinvolge il Manchester City potrebbe avere conseguenze pesanti per il club, ma il capitolo delle sanzioni non è ancora chiuso. Tra le contestazioni esaminate dalla Premier League figura anche il presunto sistema utilizzato per versare a Roberto Mancini, all’epoca allenatore della squadra, una somma aggiuntiva rispetto allo stipendio ufficiale.
Secondo la ricostruzione delle accuse, il tecnico avrebbe percepito dal City quasi 2 milioni di euro all’anno. A questa cifra si sarebbe aggiunto un compenso analogo attraverso Al Jazira, società di Abu Dhabi riconducibile allo sceicco Mansour, proprietario del Manchester City e membro della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti.
Il compenso parallelo di Mancini
L’accordo con Al Jazira prevedeva, sempre secondo l’accusa, un’attività di consulenza limitata a quattro giorni di lavoro annuali. Il denaro sarebbe transitato mediante una catena di società: Italy international Services, riconducibile a Mancini, avrebbe emesso fatture trimestrali al Manchester City, che avrebbe poi trasferito le somme all’Abu Dhabi United Group. Da lì i fondi sarebbero arrivati ad Al Jazira, incaricata del pagamento al tecnico.
Per gli investigatori, il meccanismo avrebbe avuto lo scopo di aggirare i vincoli del Fair Play Finanziario Uefa e le regole economiche della Premier League. Il caso Mancini rappresenta soltanto una parte del dossier: le contestazioni complessive sono 115 e riguardano il periodo compreso tra il 2009 e il 2018, oltre alla collaborazione fornita dal club durante gli accertamenti successivi.
Le possibili sanzioni per il City
Il collegio indipendente avrebbe accolto la maggior parte delle accuse presentate dalla Premier League. La decisione sulle conseguenze, però, deve ancora arrivare: tra le ipotesi figurano una penalità economica, una riduzione dei punti, la retrocessione e, nello scenario più severo, l’estromissione dal campionato. Altri club potrebbero inoltre avviare azioni legali qualora sostenessero di aver subito danni dalle irregolarità contestate.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il Manchester City ha respinto ogni addebito e ha definito il procedimento ancora aperto, sottolineando l’esistenza di «elementi significativi» da chiarire. La società ha inoltre dichiarato di essersi affidata per otto anni a un organo «indipendente, imparziale ed equilibrato» e ha fatto sapere che ricorrerà in appello in caso di verdetto sfavorevole. L’udienza, iniziata a settembre 2024, si è svolta a porte chiuse per dieci settimane.
Dalle rivelazioni alla maxi-inchiesta
L’origine della vicenda risale al 2018, quando Football Leaks, piattaforma fondata da Rui Pinto, diffuse documenti riservati riguardanti il City e altre realtà del calcio internazionale. Nel novembre dello stesso anno Der Spiegel pubblicò le prime ricostruzioni sui presunti artifici contabili, inducendo prima la Uefa e poi la Premier League ad avviare verifiche.
Le accuse formali furono presentate nel febbraio 2023. In dettaglio, 54 riguardano informazioni finanziarie che il club avrebbe omesso o comunicato in modo non corretto, 14 i pagamenti a calciatori e allenatori, cinque le disposizioni Uefa e del Fair Play Finanziario, sette i criteri di sostenibilità della Premier League e 35 la presunta mancata collaborazione con gli investigatori tra il 2018 e il 2023.
Il City aveva già affrontato un procedimento Uefa nel 2020, quando ricevette una squalifica di due anni dalle competizioni europee e una multa da 30 milioni di euro. Il Tas annullò l’esclusione, giudicando non provate o prescritte gran parte delle contestazioni, e ridusse la sanzione a 10 milioni per la sola mancata collaborazione.
Continua a leggere
SIAE cerca mandatari: requisiti, compensi e scadenza per candidarsi
Un incarico autonomo su tutto il territorio nazionale per gestire autorizzazioni, controlli e rapporti con gli utilizzatori delle opere tutelate.
Il cibo del futuro nasce al chiuso: la sfida di Planet Farms
Luca Travaglini racconta la nascita di Planet Farms e i numeri dell’agricoltura indoor, tra risparmio di risorse, cambiamento climatico e accesso al cibo.
Dylan Dog, 40 anni da collezione: la stanza dei cimeli
L’anniversario riaccende la passione per albi e gadget, riportando i collezionisti alle atmosfere degli anni Ottanta
Garlasco, le cimici in casa Sempio: quelle frasi ora negli atti
Le nuove carte raccolgono conversazioni private della famiglia e rilanciano anche i dubbi sulla gestione degli accertamenti tecnici del Ris di Parma.