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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Longiano, 29enne confessa l'omicidio dell'imbianchino nel pozzo

Denaldo Maxhallaku era scomparso l’8 ottobre; sabato sarà affidato l’incarico per l’autopsia sul corpo

Un 29enne del Cesenate ha ammesso di aver ucciso Denaldo Maxhallaku, il 31enne trovato morto mercoledì in un pozzo a Longiano. «Sono stato io», avrebbe detto agli investigatori durante gli accertamenti.

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La confessione del 29enne

Il giovane, italiano e consumatore di stupefacenti, è stato trattenuto nella caserma di Savignano. Nelle prossime ore sarà trasferito nel carcere di Forlì, dove resterà in attesa dell’udienza di convalida del fermo.

Secondo la ricostruzione fornita agli inquirenti, alla base dell’omicidio ci sarebbe stata una lite legata a un debito per la droga. Il 29enne avrebbe sostenuto di essersi sentito minacciato e braccato, arrivando a spiegare: «Avevo paura per me e la mia famiglia, mi sono sentito minacciato».


La scomparsa e il ritrovamento

Maxhallaku, imbianchino di origine albanese residente a Gatteo a Mare, si era allontanato dalla propria abitazione la sera dell’8 ottobre. Aveva detto alla moglie che sarebbe andato al bar e che sarebbe rientrato più tardi.

Quella stessa sera, sempre secondo gli elementi raccolti, il 31enne aveva raggiunto l’abitazione del 29enne. Tra i due sarebbe nata una discussione, poi degenerata: il più giovane avrebbe utilizzato un’arma e sparato i colpi mortali. In seguito avrebbe caricato il corpo e lo avrebbe nascosto in un pozzo vicino ai campi.

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L’auto incendiata e gli accertamenti

Dopo aver occultato il cadavere, il 29enne avrebbe dato fuoco all’automobile della vittima per eliminare le tracce. Il corpo di Maxhallaku è stato individuato mercoledì a Longiano, facendo emergere la sua identità.

Sabato sarà conferito l’incarico per l’autopsia. L’esame dovrà contribuire a chiarire la dinamica della morte e gli altri elementi utili all’indagine.


Il ricordo della moglie

Da Gatteo a Mare, la moglie ha ricordato il marito come una persona presente nella vita familiare e molto legata alla figlia di un anno. Ha raccontato che quella sera era uscito pronunciando le parole: «Vado al bar, ci vediamo stasera».

La donna lo ha descritto anche come un padre attento e un lavoratore instancabile. Le sue dichiarazioni si aggiungono agli accertamenti ancora in corso sull’omicidio.

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