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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Lodi, morto dopo l’intervento: cosa significa il registro 45 bis

Due carabinieri sono stati annotati nel registro introdotto dal decreto sicurezza; la Procura valuta anche possibili responsabilità dei sanitari

La Procura di Lodi ha inserito nel registro 45 bis i nomi di due carabinieri intervenuti per contenere un 39enne, deceduto in ospedale circa trenta ore dopo il soccorso. L’iscrizione riguarda una fase preliminare dell’indagine e, parallelamente, gli inquirenti stanno verificando l’eventuale condotta colposa del personale sanitario.

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L’iscrizione non equivale a un’accusa

La procedura adottata dalla Procura è quella prevista dal cosiddetto modello 45 bis, il registro delle annotazioni preliminari introdotto quest’anno dal decreto sicurezza. È destinato ai casi in cui, già all’avvio degli accertamenti, il fatto possa risultare accompagnato da una causa di giustificazione.

A comunicare la decisione è stata Laura Pedio, procuratrice di Lodi. L’indagine è partita nella mattinata successiva alla morte dell’uomo e punta a ricostruire con precisione le fasi dell’intervento, senza anticipare valutazioni sulle responsabilità dei militari.


Il malore durante il contenimento

L’episodio si è verificato alle 4.30 di domenica, all’interno del cortile di un residence in via Vittime della violenza. La Procura riferisce che il 39enne, quella notte, «si è reso responsabile di comportamenti violenti e gravemente autolesionistici», prima di essere bloccato e ammanettato dalle forze dell’ordine.

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A chiamare il 112 sono stati alcuni residenti, svegliati dalle urla e dalla presenza dell’uomo su un ponteggio, in evidente stato di alterazione. Nel corso dell’intervento il 39enne ha accusato un malore: sul posto sono intervenuti gli stessi carabinieri, alcuni abitanti e una volante, arrivata con un defibrillatore.


Verifiche anche sui soccorsi

Dopo le prime cure, il 39enne è stato trasferito in codice rosso dal 118 all’ospedale Maggiore di Lodi. Il decesso è stato constatato circa trenta ore più tardi, facendo scattare gli accertamenti coordinati dalla Procura.

Oltre alla posizione dei due carabinieri, gli investigatori stanno esaminando l’assistenza ricevuta dall’uomo prima e dopo il trasferimento in ospedale. Nel comunicato, Pedio precisa infatti che sono «al vaglio della Procura eventuali condotte colpose dei sanitari»: anche questo filone dovrà chiarire se vi siano state omissioni o errori nel percorso di soccorso e cura.

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