Lodi, morto dopo l’intervento: cosa significa il registro 45 bis
Due carabinieri sono stati annotati nel registro introdotto dal decreto sicurezza; la Procura valuta anche possibili responsabilità dei sanitari
La Procura di Lodi ha inserito nel registro 45 bis i nomi di due carabinieri intervenuti per contenere un 39enne, deceduto in ospedale circa trenta ore dopo il soccorso. L’iscrizione riguarda una fase preliminare dell’indagine e, parallelamente, gli inquirenti stanno verificando l’eventuale condotta colposa del personale sanitario.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
L’iscrizione non equivale a un’accusa
La procedura adottata dalla Procura è quella prevista dal cosiddetto modello 45 bis, il registro delle annotazioni preliminari introdotto quest’anno dal decreto sicurezza. È destinato ai casi in cui, già all’avvio degli accertamenti, il fatto possa risultare accompagnato da una causa di giustificazione.
A comunicare la decisione è stata Laura Pedio, procuratrice di Lodi. L’indagine è partita nella mattinata successiva alla morte dell’uomo e punta a ricostruire con precisione le fasi dell’intervento, senza anticipare valutazioni sulle responsabilità dei militari.
Il malore durante il contenimento
L’episodio si è verificato alle 4.30 di domenica, all’interno del cortile di un residence in via Vittime della violenza. La Procura riferisce che il 39enne, quella notte, «si è reso responsabile di comportamenti violenti e gravemente autolesionistici», prima di essere bloccato e ammanettato dalle forze dell’ordine.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
A chiamare il 112 sono stati alcuni residenti, svegliati dalle urla e dalla presenza dell’uomo su un ponteggio, in evidente stato di alterazione. Nel corso dell’intervento il 39enne ha accusato un malore: sul posto sono intervenuti gli stessi carabinieri, alcuni abitanti e una volante, arrivata con un defibrillatore.
Verifiche anche sui soccorsi
Dopo le prime cure, il 39enne è stato trasferito in codice rosso dal 118 all’ospedale Maggiore di Lodi. Il decesso è stato constatato circa trenta ore più tardi, facendo scattare gli accertamenti coordinati dalla Procura.
Oltre alla posizione dei due carabinieri, gli investigatori stanno esaminando l’assistenza ricevuta dall’uomo prima e dopo il trasferimento in ospedale. Nel comunicato, Pedio precisa infatti che sono «al vaglio della Procura eventuali condotte colpose dei sanitari»: anche questo filone dovrà chiarire se vi siano state omissioni o errori nel percorso di soccorso e cura.
Continua a leggere
Reinserimento dopo la pena: il tutor che riporta all’autonomia
Il programma “Una Giustizia inclusiva” punta a sostenere il ritorno al lavoro e nella società delle persone al termine del percorso di esecuzione penale.
Mar Rosso, 60 milioni sul naufragio: la decisione che travolge Rina
Per il tribunale civile il gruppo genovese ha responsabilità nella strage del 2006 e dovrà rivedere anche gli indennizzi destinati alle parenti delle vittime.
Esmo 2028, Milano conquista il congresso: il peso dell’oncologia lombarda
La Lombardia ospiterà dal 20 al 24 ottobre 2028 l’appuntamento europeo, scelta che Bertolaso collega alla qualità di ricerca, formazione e cura sviluppata sul territorio.
Dopo l’allarme sui Pfas, Cordiano diventa cavaliere: «Non li conosciamo ancora
Nel 2010 l’ematologo Vincenzo Cordiano segnalò la contaminazione legata alla produzione di Trissino; oggi riceve il riconoscimento della Repubblica