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Cronaca 2 min di lettura23 min fa

Leone, il referto scioglie i dubbi: nessuna terapia dopo l’intervento

L’esame conferma una malattia localizzata al polmone e i medici escludono nuove cure, mentre il Papa riprende gradualmente gli impegni pubblici.

Il quadro clinico di Leone XIV si presenta più favorevole del previsto: gli esami completati dopo l’operazione hanno escluso la necessità di ulteriori trattamenti. La conferma è arrivata nella stessa giornata in cui il Pontefice è tornato davanti ai fedeli, appena otto giorni dopo l’intervento al polmone.

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Il referto esclude nuove cure

Luigi Carbone, il personale medico del Papa e Stefano Margaritora, il chirurgo del Policlinico Gemelli che ha eseguito l’operazione, hanno reso noto l’esito degli accertamenti. L’analisi istologica definitiva e gli esami di biologia molecolare sul tessuto rimosso hanno identificato un adenocarcinoma polmonare, ma hanno anche stabilito che la malattia era circoscritta.

Una valutazione oncologica successiva ha quindi portato alla conclusione che non servono altre terapie. Il risultato rafforza l’ottimismo già emerso al termine del ricovero, quando Leone era potuto rientrare in Vaticano prima delle previsioni iniziali.


Il ritorno tra i fedeli

Poche ore prima dell’annuncio medico, il Papa aveva attraversato Piazza San Pietro a bordo della papamobile. Il maltempo non ha impedito il giro tra la folla: sulla vettura bianca era stato montato un tettuccio trasparente per proteggerlo dalla pioggia.

All’udienza generale hanno partecipato circa 30 mila persone. Nel suo intervento, Leone ha ringraziato i presenti per le preghiere e ha invitato tutti a rinnovare la fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio, senza soffermarsi direttamente sulla malattia.

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Una ripresa ancora prudente

Il programma della giornata era iniziato nella Sala Clementina, dove il Pontefice aveva ricevuto i partecipanti a un convegno dedicato ai nuovi santi. Gli incontri sono ripresi, ma restano più brevi e distribuiti nel corso della giornata rispetto al periodo precedente all’operazione.

La cautela rispecchia il percorso di recupero graduale annunciato da Leone all’Angelus di domenica, il giorno successivo alla dimissione dal Gemelli. Durante l’udienza è apparso sorridente, anche se sul volto si notava qualche lieve segno di stanchezza; al termine ha guidato la recita del Padre Nostro e ha salutato personalmente le persone ammesse al baciamano.


Il viaggio di novembre torna possibile

Il buon esito degli accertamenti rende inoltre più concreta l’ipotesi del viaggio in Sudamerica previsto per novembre. Il programma dovrebbe comprendere Uruguay, Argentina e Perù, Paese nel quale Prevost ha trascorso vent’anni della sua vita.

Per ora il ritorno agli impegni procede senza rinunciare agli appuntamenti principali, ma con tempi ridotti e una ripresa misurata. Le condizioni comunicate dai medici lasciano comunque aperta la prospettiva di un’agenda internazionale nei prossimi mesi.

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