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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Lamezia, docente nel mirino: la chat e il dubbio sull’aggressione

La scuola prepara il rientro del 14enne, mentre famiglia e investigatori offrono letture diverse sul coltello portato in classe e sui messaggi Telegram.

La scuola ha già deciso di costruire un percorso personalizzato per accompagnare il possibile ritorno del 14enne. Gli insegnanti dell’istituto comprensivo "Nicotera-Costabile" di Lamezia Terme lo hanno descritto come un ragazzo generalmente tranquillo; nel frattempo, la sospensione resta in vigore senza una scadenza stabilita.


La famiglia ridimensiona l’accaduto

Durante l’incontro aperto con il consiglio di classe, la madre ha riferito che il figlio è profondamente scosso e prova a chiedere perdono alla docente di italiano. «Non avrebbe mai accoltellato la professoressa», ha sostenuto, aggiungendo che il ragazzo le avrebbe confidato di non essere stato in grado di trasformare quel proposito in un gesto concreto.

Secondo la donna, il comportamento del figlio sarebbe cambiato dopo la seconda bocciatura, vissuta con sofferenza. Anche l’avvocato Fabio Davoli ha invitato alla cautela: «Si sta dando per scontato che, se non fossero intervenuti i carabinieri, il proposito si sarebbe trasformato in azione, ma questo dato non è affatto scontato».


I messaggi Telegram restano centrali

A pesare sull’inchiesta sono soprattutto i contenuti di un gruppo Telegram che, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe stato aperto dallo stesso adolescente. Nella conversazione il ragazzo avrebbe manifestato l’intenzione di colpire con un’arma da taglio l’insegnante, ritenuta responsabile della mancata promozione.

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Il gruppo avrebbe avuto il nome "Prof italiano". Alcuni partecipanti avrebbero sollecitato la produzione di immagini o filmati dell’eventuale aggressione; il 14enne, usando l’alias "Uccido la prof", avrebbe discusso anche della possibilità di riprendere la scena, ipotizzando il ricorso allo scotch per fissare una telecamera poiché non disponeva di un casco.


L’indagine dovrà chiarire l’intento

Il materiale della chat è ora tra gli elementi che gli investigatori stanno esaminando. La ricostruzione dovrà stabilire il peso effettivo di quei messaggi e se alle intenzioni espresse online corrispondesse una concreta volontà di aggredire la docente.

Il ragazzo è stato denunciato a piede libero alla Procura dei minori di Catanzaro dopo aver portato un coltello a scuola. L’ipotesi contestata è che lo abbia fatto con l’obiettivo di colpire la propria insegnante di italiano, ma la famiglia contesta che l’aggressione sarebbe stata inevitabile senza l’intervento dei carabinieri.

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