Knox, il marito rompe il silenzio: «La più coraggiosa che conosco
A Verissimo Amanda Knox ha difeso il suo spettacolo, parlato di Meredith Kercher e ripercorso i rapporti con Sollecito e Lumumba.
«Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca»: Christopher Knox ha descritto così la moglie, sottolineando quanto sia orgoglioso di lei e quanto, giorno dopo giorno, lo aiuti a diventare una persona migliore e più forte. Per la prima volta, Amanda è comparsa in televisione insieme al marito e ai figli Eureka ed Echo.
Le scuse che non hanno chiuso la ferita
Nel corso del colloquio, Amanda Knox ha affrontato anche la vicenda di Patrick Lumumba. Ha ricordato di avergli chiesto perdono per le conseguenze subite dall’uomo, finito in carcere, costretto a perdere il proprio locale e colpito duramente dalle accuse poi rivelatesi infondate.
Lumumba, completamente estraneo all’assassinio di Meredith Kercher, venne successivamente prosciolto. Per quella falsa accusa Knox è stata condannata per calunnia, ma ha ammesso che le sue scuse non sono state sufficienti a sanare il danno provocato.
La famiglia di Meredith e la risposta di
A proposito delle critiche rivolte al suo spettacolo Cartwheel, Amanda ha riconosciuto il dolore dei familiari di Meredith. Ha spiegato che la perdita di una figlia e di una sorella, avvenuta in circostanze tanto terribili, può alimentare una rabbia destinata a durare per sempre; allo stesso tempo, ha detto di rammaricarsi perché, a suo giudizio, la loro sofferenza sarebbe indirizzata verso la persona sbagliata.
Knox ha respinto l’idea di scherzare sull’omicidio o di voler rendere accettabile la violenza contro le donne. Secondo la sua ricostruzione, quando racconta la propria esperienza richiama inevitabilmente anche quella di Meredith e considera grave che il nome di Rudy Guede, riconosciuto responsabile dello stupro e dell’uccisione, sia spesso dimenticato.
Ha inoltre definito la vicenda come una storia segnata dalla misoginia: Meredith sarebbe stata privata della vita come se la sua esistenza non avesse valore, mentre lei sarebbe stata incarcerata come se non ne avesse alcuno, pur sostenendo che entrambe fossero innocenti.
Il ricordo di Sollecito resta vivo
Durante l’intervista è emerso anche il legame con Raffaele Sollecito, che all’epoca del delitto era il suo fidanzato. Knox ha raccontato che tra loro esiste ancora affetto e che, dopo il suo ritorno in Italia, hanno finalmente realizzato il viaggio a Gubbio previsto per la mattina dell’omicidio.
In quell’occasione Sollecito spingeva il passeggino della figlia di Amanda. Quando un artista di strada gli ha domandato se la bambina fosse sua, lui ha risposto di no: quel breve episodio ha spinto Knox a immaginare come avrebbero potuto svilupparsi le loro vite se gli eventi di Perugia non fossero mai accaduti.
L’intervista e le polemiche sullo spettacolo
Le dichiarazioni sono state raccolte da Silvia Toffanin nello studio di Verissimo, dove Knox ha risposto alle domande sulle contestazioni nate attorno a Cartwheel, il suo recente spettacolo di stand-up comedy. La puntata è prevista domenica alle 16.30 su Canale5.
Il confronto televisivo ha riunito il racconto personale di Knox, le sue spiegazioni sulle scelte artistiche e i riferimenti alle persone coinvolte nella vicenda giudiziaria legata alla morte della studentessa inglese a Perugia.