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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

ISS: il risperidone altera i test urinari sul fentanyl

Una ricerca dell’Istituto superiore di sanità invita a confermare i risultati inattesi con analisi specialistiche

Il risperidone può indurre i test rapidi sulle urine a segnalare erroneamente la presenza di fentanyl. Lo rileva una ricerca dell’Istituto superiore di sanità.

Un risultato sbagliato può avere conseguenze concrete per chi segue cure psichiatriche. «Un esito errato potrebbe far pensare all’uso di sostanze stupefacenti, provocando preoccupazioni, equivoci o ripercussioni sulle decisioni sanitarie e assistenziali», ha spiegato Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss.

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La conferma richiesta dopo il test

Pichini ha chiarito che una positività ottenuta con un esame rapido non può essere considerata, da sola, la prova dell’assunzione di fentanyl. Nei casi inattesi, o quando il responso rischia di produrre effetti rilevanti, la verifica deve avvenire attraverso tecniche di laboratorio più selettive.

I ricercatori Manuela Pellegrini e Annagiulia di Trana hanno descritto il meccanismo come «cross-reattività»: il test riconosce in modo errato una molecola diversa da quella ricercata e restituisce quindi un esito positivo non corrispondente alla realtà. L’interferenza è stata osservata con quantità di risperidone compatibili con quelle normalmente presenti nelle urine dei pazienti trattati.


Il ruolo dei due farmaci

L’indagine è partita da alcuni casi registrati nei servizi di Salute mentale. Più persone erano risultate positive al fentanyl con i dispositivi rapidi, ma il successivo controllo mediante apparecchiature analitiche più accurate non aveva trovato la sostanza.

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Gli esami capaci di identificare un ampio numero di composti hanno evidenziato nei campioni risperidone e acido valproico. Il primo viene prescritto per alcuni disturbi psichiatrici; il secondo è utilizzato contro l’epilessia e per determinati disturbi dell’umore.


La prova in laboratorio

Per stabilire quale medicinale provocasse l’anomalia, gli studiosi hanno inserito separatamente i due composti in campioni di urina privi delle sostanze. In seguito li hanno testati anche insieme, riproducendo condizioni diverse.

La positività ingannevole è comparsa quando era presente il risperidone, sia da solo sia associato all’acido valproico. L’acido valproico, invece, non ha prodotto lo stesso effetto se analizzato senza l’altro farmaco. Lo studio è stato pubblicato su Clinical Chemistry and Laboratory Medicine.

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