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Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Inpef, Palmieri difende la testimonianza di Catherine Birmingham

La presidente precisa che Birmingham porterà una testimonianza nel corso sull’intelligenza naturale, non una lezione di pedagogia familiare.

L’Inpef ha difeso la scelta di ascoltare Catherine Birmingham nel corso sull’intelligenza naturale, respingendo l’idea che le sia stata affidata una docenza pedagogica.

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Testimonianza e insegnamento

Vincenza Palmieri, presidente dell’Istituto nazionale di pedagogia familiare, ha chiarito che l’ente distingue tra l’attività dei docenti e il contributo di persone chiamate a raccontare la propria esperienza. «L’Inpef non impartisce lezioni di pedagogia», ha scritto, sottolineando la differenza tra pedagogista familiare e pedagogista.

Secondo Palmieri, la prima figura si occupa delle relazioni e dei diritti della famiglia, mentre la seconda riguarda l’insegnamento e l’educazione. Le due professionalità possono collaborare, ma non vanno sovrapposte: per questo Birmingham non sarebbe stata nominata docente di pedagogia.


Il ruolo di Catherine Birmingham

La presidente ha spiegato che la donna, conosciuta per la vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco, dovrebbe portare nel corso il racconto della propria scelta di vita e del rapporto diretto con gli esseri umani e con la natura. L’ascolto della sua esperienza, ha aggiunto, non implica l’adesione a ogni sua decisione.

Palmieri ha contestato l’idea che dare spazio a una persona percepita come non conforme significhi legittimare un modello valido per tutti. L’Istituto, ha ricordato, ha raccolto negli anni testimonianze su percorsi familiari, professionali, relazionali e culturali molto diversi, senza trasformare nessuno in depositario di una verità non discutibile.

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La replica alle ricostruzioni

La presidente ha definito una deformazione della realtà la rappresentazione secondo cui Birmingham sarebbe stata incaricata di insegnare pedagogia con un compenso elevato. A suo avviso, una sintesi giornalistica troppo rapida rischia di alimentare giudizi basati sull’idea di normalità o sulle abitudini della maggioranza.

Palmieri ha precisato inoltre che l’Inpef non gestisce cattedre e riconosce soltanto un rimborso minimo delle spese a chi accetta di condividere il proprio vissuto. La scelta di raccogliere una testimonianza, ha osservato, non coincide quindi con il conferimento di un incarico didattico.


Il progetto dell’Inpef

Il corso viene presentato come un percorso di alta formazione culturale aperto a tutti, dedicato al rapporto tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale. Palmieri ha collegato l’iniziativa alla necessità di valutare con attenzione le informazioni, evitando che slogan e dati non verificati sostituiscano il ragionamento, la sensibilità e la solidarietà.

Nel motivare l’impostazione dell’Istituto, la presidente ha richiamato anche l’esperienza maturata nelle scuole serali e nelle attività svolte casa per casa, fondate sul confronto prima ancora che sulla semplice trasmissione di nozioni. Ha quindi ribadito il criterio seguito dall’Inpef: ai docenti sono richieste competenze accademiche, professionali o istituzionali, mentre alle testimonianze viene riconosciuto uno spazio distinto di riflessione.

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