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Cronaca 3 min di lettura35 min fa

Il marito è sparito, ora l’arresto: cosa contestano a madre e figlio

A Cutro due persone sono finite in carcere per la morte di Salvatore Giglio, il cui corpo non è stato ancora trovato: gli investigatori indagano su un presunto movente economico.

Il corpo di Salvatore Giglio non è mai stato recuperato, ma le indagini sulla sua scomparsa hanno portato all’arresto della moglie sessantenne e del figlio di 28 anni. Per la Procura di Crotone, entrambi avrebbero partecipato all’omicidio dell’uomo, avvenuto secondo l’accusa nell’abitazione di famiglia a Cutro, e alla successiva sparizione del cadavere.

La denuncia della scomparsa era stata presentata dalla donna soltanto dopo sette giorni, nel settembre 2024. Da allora carabinieri, Ris e sommozzatori hanno cercato tracce lungo il fiume Tacina, indicato dagli investigatori come il possibile luogo in cui il corpo sarebbe stato gettato.


Le immagini riaprono il caso

Il provvedimento cautelare è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari di Crotone, su richiesta della Procura guidata da Domenico Guarascio. L’ipotesi accusatoria colloca il delitto al 21 settembre 2024, la stessa data indicata dalla donna come giorno della scomparsa del marito.

Le registrazioni delle telecamere private presenti nella zona avrebbero ricostruito i momenti precedenti alla sparizione. Giglio sarebbe tornato a casa alle 12:08; poco dopo sarebbero arrivati anche la moglie e il figlio. In seguito, dalle immagini e dall’audio, emergerebbero urla provenienti dall’abitazione. Da quel momento l’uomo non sarebbe più stato visto uscire.


Il cadavere resta introvabile

Le ricerche condotte nel fiume Tacina non hanno finora consentito di trovare la salma. I militari del Ris e i sommozzatori arrivati da Messina hanno svolto verifiche e sopralluoghi proprio per individuare eventuali resti, senza però ottenere un esito risolutivo.

Madre e figlio avrebbero sostenuto che Giglio si fosse allontanato spontaneamente, forse per partecipare a un ritiro spirituale o per raggiungere un’altra donna. Gli investigatori avrebbero considerato poco credibile questa versione anche alla luce dei problemi motori dell’uomo, che avrebbero reso difficile scavalcare il muro di cinta della casa.

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L’ipotesi economica e le difese

Secondo l’ordinanza, il possibile movente sarebbe legato a questioni patrimoniali. Gli inquirenti ritengono che Giglio fosse diventato un ostacolo mentre procedeva alla dismissione di alcuni immobili e che nei suoi confronti moglie e figlio nutrissero un forte rancore.

Durante gli interrogatori, tuttavia, la donna avrebbe descritto un ambiente familiare segnato da tensioni e avrebbe riferito di presunti maltrattamenti mai denunciati. In particolare, avrebbe raccontato di essere stata legata a una sedia e sottoposta a scosse elettriche con i cavi della batteria dell’auto, anche durante una gravidanza. Si tratta di circostanze riferite dalla difesa della donna e inserite nel quadro investigativo.


Gli accertamenti sui presunti depistaggi

L’accusa contesta ai due anche l’occultamento di cadavere e una serie di comportamenti finalizzati, secondo gli investigatori, a confondere le indagini. Tra gli elementi citati figurano la denuncia presentata con ritardo, la presunta concordanza preventiva sulle versioni da fornire e l’acquisto di più litri di varechina, che sarebbe stata utilizzata per pulire gli ambienti.

Nel fascicolo vengono inoltre indicate dichiarazioni ritenute incompatibili tra loro e, secondo l’accusa, non veritiere. Il giudice ha definito particolarmente solido il materiale raccolto attraverso le telecamere e ha parlato di una «sistematica attività di inquinamento probatorio», associandola a una condotta dilatoria e ingannevole.

Gli investigatori sostengono infine che la donna avrebbe cercato in rete informazioni sulle tecniche di interrogatorio, mentre il figlio le avrebbe suggerito di non rispondere quando non ricordava qualcosa. Entrambi sono ora detenuti in carcere e dovranno difendersi dalle accuse di omicidio e occultamento di cadavere, mentre le ricerche di Salvatore Giglio proseguono.

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