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Cronaca 2 min di lettura38 min fa

Il Mar Ligure simula un maremoto il 5 novembre

La prova coinvolgerà Liguria, Toscana e Sardegna con messaggi destinati a Comuni ed enti pubblici

Il 5 novembre si svolgerà un’esercitazione per simulare un maremoto nel Mar Ligure, senza alcuna emergenza reale.

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Verifica dei sistemi locali

La Protezione civile ha spiegato che la prova servirà a controllare le procedure predisposte dai diversi Paesi per la ricezione degli allarmi, migliorare i collegamenti tra le autorità e informare la popolazione sul rischio di maremoto. L’attività rientra nel ciclo internazionale di test NeamWave26.

Durante l’esercitazione, ha comunicato la Protezione civile, Regioni e Comuni potranno verificare i propri piani e aggiornare i recapiti utilizzati per le comunicazioni. Le amministrazioni regionali raggiungeranno i Comuni costieri attraverso i contatti registrati nei sistemi istituzionali.


La seconda prova in programma

Il calendario prevede un secondo appuntamento il 9 novembre. In quel caso sarà simulato un terremoto di magnitudo 7,9 in Grecia, con epicentro in mare davanti alla costa meridionale del Peloponneso.

L’ipotesi di maremoto riguarderà Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Sardegna, Campania, Lazio, Molise, Abruzzo e Marche. Anche per questa attività saranno testate le comunicazioni tra gli enti coinvolti e la diffusione delle informazioni di allerta.

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Il test nel Mar Ligure

La prima esercitazione si terrà dalle 9 alle 14 e prenderà in esame un sisma di magnitudo 6,9 nel Mar Ligure, seguito dalla formazione di un’onda di maremoto. Oltre alla Liguria, saranno interessate Toscana e Sardegna.

A Comuni ed enti partecipanti arriveranno messaggi simulati tramite posta elettronica e SMS. La prova utilizzerà anche il sistema Ptf, una metodologia di previsione probabilistica dei maremoti sviluppata con il coordinamento dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per rendere più rapide le allerte e limitare gli errori.


Il coordinamento scientifico

L’Ingv parteciperà come fornitore del servizio nazionale per gli tsunami e gestirà il Centro allerta tsunami del Siam, il sistema italiano dedicato ai maremoti generati da terremoti nel Mediterraneo.

L’iniziativa è organizzata con Anci e rientra nelle attività del programma Neamtvs dell’Ioc-Unesco, dedicato all’allerta e alla riduzione del rischio nell’Atlantico nord-orientale, nel Mediterraneo e nei mari collegati. Le giornate di prova coinvolgono i Paesi dell’area per controllare lo scambio dei messaggi e le procedure operative.

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