Igiene intima, il peso del tabù: così cambia la vita delle donne
Dalla paura di sporcarsi alla difficoltà di chiedere aiuto, il secondo episodio di IntimaMente Noi analizza il legame tra corpo, mente e inclusione.
L’igiene intima non riguarda soltanto la salute individuale: può incidere sulla possibilità di vivere pienamente la scuola, il lavoro e le relazioni. «Non è soltanto una questione sanitaria, ma anche di inclusione e pari opportunità», osserva Diana De Marchi, presidente della commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, sottolineando la necessità di creare ambienti capaci di non penalizzare chi affronta condizioni fisiologiche o esigenze specifiche.
A rendere concreto il problema è un dato dell’indagine condotta da AstraRicerche per Essity: il 28,8% delle persone coinvolte ammette di incontrare ostacoli nella gestione dell’igiene quando ne ha bisogno. Per De Marchi servono quindi più informazione sulla salute mestruale e ginecologica e un confronto costante, così da ridurre lo stigma e aiutare soprattutto le più giovani, ma non solo, a parlare dei propri bisogni.
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Quando il disagio limita la quotidianità
Le conseguenze non si fermano all’imbarazzo momentaneo. Ansia prima di una situazione, dolore fisico e timore di non riuscire a gestire l’igiene possono condizionare la presenza sociale, la frequenza scolastica e l’attività professionale, trasformando un’esigenza personale in una barriera alla partecipazione.
La ricerca mostra inoltre quanto il tema influenzi la comunicazione e la vita affettiva. Il 77,1% delle donne intervistate associa una scarsa igiene a maggiore vergogna nel parlare, mentre il 73,5% ritiene che renda più difficile lasciarsi andare; per il 69,3% può compromettere l’intimità nella coppia, per il 67,8% creare distanza dalla persona amata e per il 63,5% ostacolare l’espressione dei sentimenti.
Insicurezze costruite sul corpo
Leni Marseglia, psicosessuologa, richiama il rapporto spesso fragile che molte donne hanno con la propria anatomia. «Siamo sempre tanto insicure nei confronti del nostro corpo ma perché? Le donne che sono veramente in confidenza e connesse con la propria vulva e con la propria vagina sono poche», afferma, spiegando che il timore di avere odori sgraditi o un corpo non abbastanza piacevole può persistere anche dopo essersi lavate.
Secondo la professionista, queste paure non nascono soltanto dall’esperienza personale, ma anche da una narrazione sociale che presenta il corpo femminile come qualcosa da correggere o nascondere. Mettere in discussione questo modello diventa dunque essenziale per ridurre il senso di inadeguatezza e favorire una maggiore consapevolezza.
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Dai primi cambiamenti alla menopausa
Il percorso del corpo femminile attraversa fasi diverse, dal menarca alla menopausa, accompagnate da trasformazioni ormonali che possono riflettersi sulla sensibilità emotiva, sull’irritabilità, sulla vulnerabilità e sulla percezione di sé. In questo quadro, l’igiene intima assume anche una dimensione psicologica, perché il modo in cui una persona vive il proprio corpo può condizionare sicurezza e relazioni.
L’indagine rileva che l’83,8% delle donne ha sperimentato almeno un momento di disagio durante il ciclo. Le situazioni più frequenti sono la paura di macchiarsi, indicata dal 59,7%, il timore dei cattivi odori, segnalato dal 41,1%, e la vergogna per essersi sporcate in pubblico, citata dal 26% delle intervistate e dal 39% delle ragazze tra 18 e 29 anni.
Parlare resta difficile
Quando emerge un dubbio o una situazione imbarazzante, il 36,1% delle donne dichiara di non confidarsi con nessuno. Il partner rappresenta il riferimento più comune, con il 28,9%; considerando anche genitori e fratelli, la quota dei familiari arriva al 40,9%, mentre gli amici si fermano al 22,2%.
Il ricorso agli specialisti appare invece più limitato: medico di base, ginecologo, psicologo e altri medici raggiungono complessivamente il 14,5%. «È preoccupante che solo una quota così bassa di donne si rivolga a uno specialista», commenta Alessandra Lisco, Marketing Director Iberia & Italy di Essity, invitando ad affrontare l’imbarazzo attraverso il dialogo e la possibilità di esprimersi senza giudizio.
Questi temi sono al centro del secondo episodio di IntimaMente Noi, il vodcast realizzato da Essity insieme ad Adnkronos. Al confronto partecipano De Marchi, Marseglia e Lisco, chiamate a discutere i tabù emersi dalla ricerca “Gli italiani, l’igiene personale e l’igiene intima” e il rapporto tra benessere fisico, equilibrio emotivo e libertà di partecipare alla vita quotidiana.
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