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Cronaca 3 min di lettura3 giorni fa

Guerra in Ucraina, l’appello del Vaticano: “Le armi devono tacere

Da New York arrivano richieste di pace e nuove sanzioni, mentre Mosca rivendica i propri obiettivi e Kiev denuncia l’assenza di segnali concreti

Dopo oltre quattro anni di guerra, il Vaticano rilancia dalle Nazioni Unite la richiesta di un cessate il fuoco immediato. Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, ha sollecitato la fine dei combattimenti e il rispetto del diritto internazionale umanitario.


Il Vaticano chiede una tregua subito

Nel suo intervento al Palazzo di Vetro, Parolin ha invitato a sostenere ogni iniziativa utile a ottenere una sospensione delle ostilità che sia «immediato, completo ed efficace». Il cardinale ha sottolineato l’urgenza di interrompere una guerra che continua a provocare vittime e distruzioni.

«La pace non può essere rimandata; le armi devono tacere e i bombardamenti devono cessare», ha affermato il segretario di Stato vaticano. L’appello è arrivato mentre sul terreno proseguono gli attacchi russi e restano lontane le condizioni per un’intesa stabile.


Mosca ribadisce la linea dura

Dalla stessa Assemblea generale dell’Onu, Sergey Lavrov ha escluso un arretramento della Russia. Il ministro degli Esteri russo ha dichiarato che Mosca porterà avanti i propri obiettivi militari «a prescindere dalle circostanze» e ha sostenuto che la sicurezza del Paese sarà comunque garantita.

Lavrov ha riferito inoltre che con l’amministrazione Donald Trump esistono «contatti regolari», descrivendo il rapporto come un ritorno alla «normale diplomazia». Al contrario, ha accusato gli Stati europei di rendere più difficile una soluzione negoziale attraverso gli aiuti militari ed economici destinati a Kiev.

Nel suo discorso, il ministro ha definito senza esito il tentativo occidentale di infliggere una sconfitta strategica alla Russia e ha parlato della nascita di un assetto internazionale «più equo e multipolare». Donald Trump, intanto, ha lasciato aperta la possibilità che Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky possano arrivare a un’intesa prima dell’inverno.


Kiev chiede nuove pressioni su Mosca

Il presidente ucraino ha invece sollecitato l’adozione di ulteriori sanzioni contro la Russia. A suo giudizio, Vladimir Putin continua a sottrarsi all’ipotesi di un incontro e a un negoziato trilaterale, ricorrendo ogni volta a una nuova giustificazione.

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«Putin ha sempre una scusa pronta», ha dichiarato Zelensky, aggiungendo che Mosca non starebbe mostrando preparativi concreti per concludere il conflitto. Secondo il presidente, il Cremlino cerca ancora «nuovi pretesti per continuare la guerra».


Nuovi danni nella capitale ucraina

Nella notte Kiev è stata colpita ancora una volta da un attacco con droni. Le autorità hanno segnalato danni ad alcune abitazioni in due quartieri della capitale e il ferimento di una donna.

Nel distretto di Solomyanskyi, i soccorritori hanno registrato anche il danneggiamento della facciata di un palazzo residenziale di cinque piani. Gli attacchi sono stati evocati anche nel confronto diplomatico tra Germania e Russia.


Berlino denuncia gli attacchi ibridi

A margine dell’81esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Johann Wadephul ha rivolto a Sergey Lavrov una richiesta netta: interrompere la guerra e fermare le azioni ostili contro la Germania e gli altri Paesi alleati.

Il ministro degli Esteri tedesco ha incluso nella denuncia le operazioni ibride, gli attacchi informatici e l’impiego di droni. Il colloquio si è svolto nel contesto degli incontri diplomatici organizzati durante i lavori dell’Onu, mentre il conflitto continua senza una svolta negoziale.

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