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Cronaca 1 min di lettura55 min fa

Giovani e rabbia, il teatro parte dall’ascolto

Andrea Paolucci torna all’Itc San Lazzaro con “Habil delle città” e racconta il confronto con ragazzi le cui voci restano spesso inascoltate.

La domanda da cui parte il lavoro di Andrea Paolucci è semplice quanto difficile: come dare spazio ai giovani che non riescono a farsi ascoltare? Il regista del Teatro dell’Argine affronta il tema tornando sul palco dell’Itc San Lazzaro con “Habil delle città”.

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Il silenzio attorno ai ragazzi

Nel confronto con le nuove generazioni, Paolucci individua una mancanza precisa: le loro parole faticano a trovare ascolto. «Non si sentono le loro voci», afferma, indicando nell’ascolto il punto di partenza del percorso teatrale.

Il progetto si misura anche con la rabbia e con gli scontri che attraversano il mondo giovanile. Il teatro, in questo contesto, diventa lo spazio in cui raccogliere esperienze e domande senza cancellarne la complessità.

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La storia da cui nasce lo spettacolo

Al centro di “Habil delle città” c’è la vicenda di Fallou Sall, il sedicenne ucciso nel 2024. Paolucci spiega che il gruppo ha scelto di partire proprio da quella storia per costruire il lavoro portato in scena.

Il ritorno all’Itc San Lazzaro riporta dunque il pubblico dentro un’indagine sui ragazzi incontrati dal regista e dal Teatro dell’Argine. La scena non offre una risposta già pronta, ma prova a trasformare il loro vissuto in una voce da ascoltare.

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