1017notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Genova, la Procura chiede il rinvio a giudizio per Hannoun

L’udienza preliminare è fissata al 12 novembre; Israele figura tra le parti offese indicate nel provvedimento.

La Procura di Genova ha sollecitato il rinvio a giudizio di Mohammad Hannoun e di altre cinque persone. Al centro dell’inchiesta ci sono presunti trasferimenti di denaro a Hamas attraverso associazioni benefiche e l’ipotesi di sostegno esterno a un’organizzazione terroristica.

Hannoun, 64 anni, è detenuto nel carcere di alta sicurezza di Terni dal dicembre scorso. La decisione sull’eventuale apertura del processo potrebbe richiedere più appuntamenti, mentre il 27 dicembre rappresenta il termine entro il quale dovrà arrivare una pronuncia per evitare la scarcerazione degli indagati per scadenza dei termini.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


Le accuse sui finanziamenti

Secondo i pm della Direzione distrettuale antimafia di Genova Marco Zocco e Luca Monteverde, Hannoun avrebbe avuto un ruolo di vertice nella struttura italiana riconducibile a Hamas insieme a Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud. L’attività di raccolta sarebbe passata dalla società benefica Abspp e da altre due realtà collegate.

Gli investigatori contestano una movimentazione complessiva superiore a 18 milioni di euro tra il 2001 e il 2025. Più di 7 milioni, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati destinati direttamente o indirettamente ad Hamas.

Khalil Abu Deiah e Ibrahim Salameh Abu Rawwa sono invece accusati di aver agevolato la raccolta senza appartenere all’organizzazione. Per loro la Procura ipotizza dunque il concorso esterno in un’associazione con finalità terroristiche.


La richiesta della difesa

I legali di Hannoun, Fabio Sommovigo e Dario Rossi, intendono chiedere che il loro assistito possa essere presente in aula invece di seguire gli atti in videocollegamento, modalità disposta dalla giudice Carla Pastorini. La partecipazione a distanza è prevista dalla legge per i procedimenti relativi ai reati più gravi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Sommovigo ha contestato l’opportunità di questa soluzione proprio in un procedimento complesso: «A dispetto del fatto che proprio per i procedimenti più complicati, come questo, è quantomai necessaria la presenza di prossimità tra il difensore e il suo assistito».

La Corte di Cassazione, dopo avere rimandato in precedenza il fascicolo al tribunale del Riesame di Genova per una nuova valutazione degli elementi raccolti, ha respinto le richieste di scarcerazione presentate dai difensori.


Israele tra le parti offese

Nel provvedimento Israele è indicato, insieme all’Italia, come soggetto danneggiato dai fatti contestati. Per questo lo Stato israeliano potrebbe chiedere di partecipare al procedimento come parte civile.

Anche Abu Deiah e Abu Rawwa erano stati arrestati il 27 dicembre, ma il Riesame ne aveva disposto la liberazione. Hannoun, invece, è ancora ristretto a Terni in regime di alta sicurezza.

L’udienza davanti alla giudice Carla Pastorini si terrà il 12 novembre. Se entro il 27 dicembre non arriverà la decisione sul rinvio a giudizio, per Hannoun e gli altri indagati scatterà la scarcerazione legata alla decorrenza dei termini.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere