Garlasco, la Procura punta su Sempio: nuovo passo decisivo
A Pavia i magistrati si preparano a chiudere di nuovo l’inchiesta su Andrea Sempio, mentre restano centrali impronte, Dna e telefonate nella ricostruzione dell’accusa.
Prima ancora di un eventuale processo, il caso di Garlasco entra in una fase che può pesare molto: la Procura di Pavia è pronta a rimettere nero su bianco le proprie contestazioni ad Andrea Sempio. Se non ci saranno imprevisti, il nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari verrà notificato entro lunedì 28 settembre.
La linea dell’accusa resta ferma
Per gli inquirenti, dopo le ultime quattro consulenze la posizione è ormai definita. Il quadro accusatorio, secondo chi conduce l’indagine, non avrebbe subito cambiamenti rispetto al precedente passaggio già notificato nel maggio scorso.
La tesi dei magistrati guidati da Fabio Napoleone è che Sempio sia responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco, e che l’impianto raccolto fin qui continui a indicarlo come unico autore del delitto. In questa ricostruzione vengono richiamati sia la violenza dell’aggressione sia il movente attribuito all’indagato.
I punti su cui punta Pavia
Gli investigatori sostengono che Chiara Poggi sia stata colpita con un oggetto contundente e che le lesioni sul corpo siano almeno 12 tra cranio e volto. Per la Procura, l’azione sarebbe maturata per ragioni definite “abietti”, legate al rifiuto di un approccio sessuale da parte della vittima.
Tra gli elementi citati ci sono anche i presunti contatti con materiale intimo della coppia formata da Chiara Poggi e Alberto Stasi, conservato su una pendrive. Secondo l’accusa, Sempio avrebbe guardato quei video e, nei sette giorni precedenti al 13 agosto 2007, avrebbe telefonato tre volte al numero fisso della famiglia Poggi.
Sempre sul fronte indiziario vengono richiamate tracce trovate nella casa di via Pascoli a Garlasco. La Procura considera significativo anche il segno di una mano destra noto come impronta 33, rilevato vicino alla scala dove il corpo della ventiseienne fu ritrovato.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Alibi contestato e difesa in attesa
Nel fascicolo entra poi un altro punto contestato dagli inquirenti: lo scontrino non viene ritenuto sufficiente a coprire l’orario indicato, perché per la Procura Sempio non avrebbe un vero alibi per quella mattina. A questo si aggiunge l’ipotesi che la scarpa dell’assassino, macchiata di sangue, possa corrispondere alla misura del piede dell’indagato.
Dopo la nuova chiusura, il trentottenne difeso da Angela Taccia e Liborio Cataliotti potrà depositare memorie difensive. Molto meno probabile, invece, che scelga di sottoporsi a un interrogatorio.
Stasi e la partita che resta aperta
Sul fronte parallelo della posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, non risultano iniziative autonome della Procura generale di Milano. La prossima mossa è attesa dai legali del condannato, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che dovranno presentare a Brescia l’istanza di revisione indicando gli elementi nuovi che, a loro giudizio, metterebbero in crisi le motivazioni della Cassazione del 2015.
Le due vicende seguono binari diversi, ma l’eventuale accoglimento della revisione potrebbe rafforzare la posizione della Procura di Pavia nel sostenere un processo nei confronti di Sempio. Nel frattempo, la vera attesa riguarda i tempi della richiesta di rinvio a giudizio.
Continua a leggere
Agenti IA fuori controllo: il problema non sono i robot ribelli
L’accesso non autorizzato a portali pubblici statunitensi riaccende i dubbi sui sistemi capaci di agire online senza una supervisione costante.
Ustica, Parigi pronta a consegnare i documenti: cosa cambia
Dalle elezioni suppletive di Reggio Calabria alla nuova svolta sul caso Ustica, passando per Garlasco, OpenAI, Regeni e i voli a Catania.
Michelle Masullo fuori dal Gf Vip: scintille tra Marina La Rosa e Alex Belli
La puntata del 28 settembre ha consegnato il primo verdetto dell’edizione e acceso il confronto tra alcuni concorrenti, tra accuse, tensioni e rapporti sempre più fragili.
1600 euro al mese e nessuna scelta: la vita di Donatella al supermercato
A 61 anni lavora nella gastronomia e guarda con preoccupazione alla pensione: anche una pizza o una giornata al mare sono diventate decisioni difficili.