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Cronaca 5 min di lettura2 giorni fa

Garlasco, il nuovo dossier può riaprire anche il caso Stasi

Le consulenze su Dna, impronte, scarpe e profilo psichiatrico di Andrea Sempio entrano nella fase decisiva dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

La nuova indagine su Andrea Sempio potrebbe avere effetti anche sul caso di Alberto Stasi, ma non modifica automaticamente la condanna definitiva a 16 anni già inflitta all’ex fidanzato di Chiara Poggi. La Procura generale di Milano sta valutando gli atti arrivati da Pavia per capire se esistano i presupposti di una revisione, mentre la difesa di Stasi conserva la possibilità di muoversi autonomamente.


La condanna di Stasi resta separata

L’eventuale richiesta di processo per Sempio non basterebbe, da sola, a mettere in discussione la sentenza passata in giudicato. Servirebbe dimostrare che gli elementi emersi nella nuova istruttoria possano incidere concretamente sull’esito del procedimento concluso con la condanna di Stasi, attualmente detenuto nel carcere di Bollate.

La valutazione sulla revisione seguirà quindi un percorso distinto rispetto all’inchiesta condotta dalla Procura di Pavia. Soltanto l’analisi degli atti e del loro peso probatorio potrà chiarire se la nuova pista abbia conseguenze sulla posizione dell’ex fidanzato della vittima.


Ora la difesa può reagire

Con la notifica del nuovo avviso di conclusione delle indagini, i legali di Andrea Sempio potranno esaminare le consulenze depositate dai pm. Da quel momento avranno venti giorni per inviare memorie, chiedere nuovi approfondimenti oppure sollecitare un interrogatorio dell’indagato.

Terminato questo passaggio, la Procura dovrà scegliere tra due strade: avanzare la richiesta di rinvio a giudizio o domandare l’archiviazione. Il materiale appena raccolto serve soprattutto a verificare in che modo gli investigatori abbiano risposto alle contestazioni tecniche formulate dalla difesa dopo il primo avviso.


L’indagine torna sulla scena

Il procedimento è tornato a concentrarsi su Sempio nel 2025, dopo che il suo nome era già comparso in precedenti accertamenti poi archiviati nel 2017 e nel 2020. Il 7 maggio 2026 gli era stato notificato un primo atto di chiusura delle indagini, nel quale i pm ipotizzavano l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.

Dopo le osservazioni dei difensori, la Procura di Pavia ha disposto ulteriori verifiche su materiale biologico, impronte, calzature, caratteristiche fisiche e profilo personale. Il nuovo deposito delle consulenze è previsto per oggi, lunedì 28 settembre, ma l’atto non equivale ancora a una richiesta di processo: Sempio nega le accuse e resta non colpevole fino a un’eventuale condanna definitiva.


Il Dna non identifica da solo

Uno dei punti centrali riguarda il materiale genetico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Gli esami hanno evidenziato un profilo maschile compatibile con la linea paterna di Sempio, ma il cromosoma Y non consente di attribuire automaticamente quella traccia a un unico individuo: la stessa caratteristica può appartenere a diversi uomini della medesima discendenza.

La perizia svolta durante l’incidente probatorio ha inoltre definito il reperto come misto e incompleto. Non è stato possibile stabilire né il momento né le modalità del deposito, così come non è stato chiarito il suo eventuale rapporto con l’aggressione. Il campione originale è stato utilizzato nelle analisi precedenti; per questo il genetista Carlo Previderè dovrà lavorare sui tracciati già disponibili, senza poter effettuare un nuovo prelievo.

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Sulla parete della scala che porta alla cantina, il luogo in cui venne rinvenuto il corpo, è stata individuata anche l’impronta palmare indicata come “33”. La Procura la considera riferibile a Sempio, mentre la difesa ne mette in discussione sia l’attribuzione sia il significato. Resta inoltre da capire quando quella traccia sia stata lasciata, considerando che l’indagato frequentava la famiglia Poggi ed era già entrato nella villetta.


Scarpe, alibi e comportamenti nel mirino

Gli esperti incaricati dai pm stanno riesaminando anche i segni ematici attribuiti alla calzatura dell’assassino: una Frau numero 42 con una suola caratterizzata da piccoli elementi circolari. Le conclusioni dovranno essere confrontate con le misurazioni antropometriche prodotte dalla difesa, secondo cui la corporatura di Sempio non sarebbe compatibile con quelle impronte.

Nel fascicolo sono confluiti anche i contatti telefonici effettuati da Sempio verso l’abitazione dei Poggi nei giorni che precedettero il 13 agosto 2007, insieme alle spiegazioni fornite in seguito. La Procura ha rivalutato lo scontrino di Vigevano utilizzato per ricostruire i suoi movimenti: per l’accusa quel documento non prova chi abbia compiuto l’acquisto e non copre l’intera fascia temporale considerata. Sono state esaminate anche le visite dell’indagato alla villetta dopo il delitto, senza che nessuno di questi elementi, isolatamente, dimostri la sua presenza durante l’aggressione.

Un altro capitolo riguarda alcune registrazioni realizzate mentre Sempio parlava da solo in automobile. Nei suoi discorsi comparirebbero riferimenti a Chiara, a un possibile incontro e a presunti filmati intimi, aspetti che gli investigatori hanno collegato alla ricerca di un movente. Nell’atto notificato a maggio, l’ipotesi dei pm era che l’omicidio fosse maturato dopo il rifiuto di un approccio sessuale e fosse stato aggravato dalla crudeltà, in ragione del numero e della violenza dei colpi.

I difensori respingono però l’interpretazione accusatoria e negano che quelle registrazioni contengano una confessione. A loro avviso, alcuni particolari pronunciati da Sempio potevano essere già noti perché circolati pubblicamente. Nel quadro dell’indagine sono stati acquisiti anche ricerche sul web, diari, scritti e contenuti pubblicati dall’indagato.


Anche il profilo psichiatrico

La Procura ha affidato al professor Roberto Catanesi una valutazione sulle condizioni psichiche di Sempio al momento dei fatti. L’incarico comprende l’eventuale presenza di disturbi capaci di incidere sulla capacità di intendere e di volere e l’analisi di una possibile pericolosità sociale.

Sempio non ha accettato di partecipare ai colloqui richiesti dal consulente. L’elaborato sarà quindi costruito utilizzando gli atti e gli altri materiali già presenti nel fascicolo. Una simile consulenza può riguardare imputabilità e caratteristiche della persona, ma non è in grado, da sola, di stabilire chi abbia ucciso Chiara Poggi.

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