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Cronaca 3 min di lettura5 giorni fa

Garlasco, il nodo delle nuove prove: convocato Garofano

La Procura di Pavia completa gli accertamenti su Dna, impronta e profilo di Andrea Sempio mentre si avvicina il termine del 28 settembre.

Il conto alla rovescia per la conclusione dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi è ormai agli ultimi giorni. Gli investigatori stanno definendo gli ultimi passaggi prima della scadenza del 28 settembre, fissata dalla Procura di Pavia nel procedimento che vede Andrea Sempio indagato.


Gli ex investigatori tornano al centro

Tra gli atti più recenti figura l’audizione di Luciano Garofano, in passato al vertice del Ris dei carabinieri, e di alcuni militari che lavoravano nel reparto durante le verifiche del 2007. L’incontro si è svolto senza informazioni pubbliche sul contenuto delle deposizioni e ha riportato l’attenzione sulle attività scientifiche compiute subito dopo la morte di Chiara Poggi, trovata senza vita il 13 agosto 2007 nella casa di famiglia a Garlasco.

Garofano aveva inoltre assistito per un periodo la difesa di Sempio in qualità di consulente. Al termine dell’audizione ha scelto di non entrare nei dettagli: “Non faccio commenti sull’indagine. Aspettiamo il 415 bis”. Per l’omicidio della 26enne è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima.


Dna e impronta, gli esami decisivi

Tre dei quattro incarichi tecnici affidati dalla Procura risultano già conclusi. Carlo Previderè ha riesaminato il materiale biologico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, alla luce delle contestazioni sollevate dalla difesa. In precedenza quel reperto era stato messo in relazione con la linea paterna di Sempio ed era già passato al vaglio durante un incidente probatorio.

Denise Albani, esperta di genetica presso la polizia scientifica e nominata dalla giudice per le indagini preliminari, aveva però escluso che il profilo potesse essere attribuito con sicurezza a una persona. Il campione, descritto come “misto, incompleto e non attribuibile”, non consentirebbe dunque un’identificazione individuale.

Un altro incarico ha riguardato la compatibilità tra le caratteristiche fisiche di Sempio e le tracce presenti nella villetta. Cristina Cattaneo, antropologa forense, si è occupata delle misurazioni utili al confronto. Le sentenze che avevano assolto Stasi avevano stabilito che l’autore del delitto indossava una calzatura numero 42 con una suola caratterizzata da piccoli punti.

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La terza analisi riguarda invece il segno rilevato sul pavimento della casa di via Pascoli. Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno ricevuto il compito di rivalutare quella che negli atti viene indicata come impronta “a pallini”. Il reperto si collega alla cosiddetta traccia “Fraù” e dovrà essere messo in rapporto anche con il piede di Sempio e con il numero 44 da lui indicato nel 2007 come misura abituale.


La scadenza del 28 settembre

Il primo elaborato tecnico è arrivato il 7 settembre, mentre il 23 settembre sono stati consegnati i documenti sulle misure antropometriche e sulla traccia del pavimento. Tutto il materiale dovrà essere reso disponibile ai legali di Sempio insieme agli atti della rinnovata conclusione dell’indagine, successiva a quella comunicata l’8 maggio.

Dalla messa a disposizione degli atti decorreranno 20 giorni per le iniziative della difesa: gli avvocati potranno depositare memorie, avanzare rilievi e presentare le valutazioni dei propri consulenti. Solo dopo questo passaggio la Procura potrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio di Sempio.


Resta aperto il capitolo psichiatrico

All’appello manca ancora il lavoro affidato a Roberto Catanesi. Lo psichiatra avrebbe dovuto incontrare direttamente l’indagato, ma il colloquio non si è tenuto perché Sempio, seguendo l’indicazione dei suoi avvocati, ha rifiutato di partecipare. L’esperto dovrà quindi utilizzare il materiale già disponibile: interviste, dichiarazioni pubbliche, scritti, diari e registrazioni dei monologhi captati dai carabinieri mentre l’uomo si trovava in automobile.

Tra i quesiti rientrano la capacità di intendere e di volere di Sempio il 13 agosto 2007, l’eventuale esistenza di disturbi psichici e gli elementi utili a valutare una possibile pericolosità sociale. La difesa ha contestato questo approfondimento, sostenendo che una valutazione del genere dovrebbe poggiare su una patologia già documentata e che, se necessario, il tema andrebbe affrontato con un accertamento disposto nell’ambito di un incidente probatorio.

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