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Cronaca 2 min di lettura17 ore fa

Garlasco, il nodo della taglia 42: Sempio è compatibile

Le nuove valutazioni sulle tracce di calzature non escludono un collegamento tra l’impronta lasciata sulla scena e il piede di Andrea Sempio.

La difesa di Andrea Sempio contesta il valore delle nuove analisi sull’impronta rinvenuta nella casa di Chiara Poggi. Secondo i consulenti della Procura di Pavia, infatti, la traccia associata a una scarpa con suola punteggiata non presenta elementi fisici incompatibili con il piede dell’indagato, oggi ricondotto a una calzata 42.

L’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme ad Angela Taccia, sostiene però che l’impostazione dell’accusa non aggiunga elementi decisivi rispetto a quelli già comunicati a maggio. «Prendiamo atto, ma ci sono due testimoni che dichiarano come Sempio, all’epoca, calzasse già il numero 44», ha affermato il legale.


La difesa mette in dubbio la ricostruzione

L’avviso di conclusione delle indagini mantiene invariata l’accusa nei confronti di Sempio, indicato dalla Procura come possibile responsabile dell’omicidio commesso con crudeltà e odio. A cambiare, almeno sul piano degli approfondimenti, è il peso attribuito agli accertamenti tecnici sulle impronte delle calzature.

Per Cataliotti, il dato sulla misura del piede rappresenta un punto critico. La difesa richiama infatti le testimonianze secondo cui Sempio avrebbe indossato il numero 44 già al momento dei fatti, circostanza che renderebbe problematica la compatibilità ipotizzata dagli inquirenti con la traccia esaminata.


Cosa sostengono le nuove perizie

Nel documento diffuso dalla Procura di Pavia si precisa che le verifiche non permettono di affermare una vera incompatibilità tra la conformazione del piede di Sempio e l’impronta della scarpa individuata sulla scena del delitto. Il risultato, quindi, non dimostra che la traccia appartenga all’indagato, ma neppure consente di escludere questa possibilità sul piano fisico.

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La stessa conclusione viene collegata alle valutazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Secondo l’ipotesi medico-legale richiamata nell’inchiesta, un aumento di peso nel corso degli anni può modificare sia la lunghezza sia l’ampiezza del piede, spiegando una eventuale differenza tra l’impronta risalente all’epoca dell’omicidio e le caratteristiche attuali di Sempio.


L’accusa conserva il suo impianto

Gli accertamenti integrativi sono stati depositati nell’ambito dell’indagine, arrivata alla chiusura dopo un anno e mezzo. Il quadro contestato a Sempio resta comunque quello già formalizzato in precedenza, senza una modifica sostanziale del capo d’incolpazione.

La Procura considera dunque la compatibilità anatomica un elemento da inserire nella ricostruzione investigativa, mentre la difesa ne ridimensiona la portata alla luce delle testimonianze sulla misura delle calzature. Saranno ora gli sviluppi del procedimento a stabilire quale valore attribuire a questo nuovo passaggio tecnico.

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