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Cronaca 1 min di lettura3 giorni fa

Fine vita, il caso di Paola riaccende lo scontro: «Ricorso punitivo

Francesca racconta la scelta della madre, malata di Parkinson, accompagnata in Svizzera nel 2023 dai volontari dell’associazione Luca Coscioni.

La vicenda di Paola torna al centro del confronto sul fine vita dopo il ricorso presentato dal governo. A parlarne è Francesca, bolognese di 65 anni, che ricorda la decisione presa dalla madre a 89 anni, quando la malattia di Parkinson era diventata particolarmente grave.


La scelta di Paola in Svizzera

Nel febbraio 2023 Paola raggiunse una clinica svizzera per sottoporsi all’eutanasia. Nel viaggio e nell’organizzazione del percorso fu affiancata dai volontari dell’associazione Luca Coscioni.

Francesca ha spiegato che quella decisione nacque dalla volontà della madre di interrompere una sofferenza che non riteneva più sostenibile. Il racconto della figlia riporta così al centro il tema dell’autodeterminazione nelle fasi finali della vita.

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Francesca contro il ricorso del governo

La figlia di Paola considera l’iniziativa dell’esecutivo un passo indietro sul terreno dei diritti civili. «Questo ricorso del governo lo ritengo antistorico e punitivo», ha dichiarato Francesca.

Secondo la donna, il confronto su queste libertà non potrà essere fermato dal provvedimento contestato. La sua convinzione è che le richieste legate ai diritti civili continueranno ad avanzare, perché si tratterebbe di un processo ormai impossibile da arrestare.

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