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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Fame, il conto delle guerre: 645 milioni colpiti nel 2025

Bambini, conflitti ed eventi estremi aggravano l’emergenza: Gaza e Sudan hanno registrato la carestia, mentre il rischio resta in aumento.

Il dato più drammatico riguarda i minori: nel 2025 la malnutrizione acuta ha coinvolto 35,5 milioni di bambini, quasi 10 milioni dei quali nella forma più severa. Nello stesso periodo, la carestia è stata accertata per la prima volta contemporaneamente nella Striscia di Gaza e in Sudan.

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Bambini e carestie al centro dell’allarme

L’emergenza potrebbe estendersi. Nel 2026 il pericolo di carestia viene segnalato anche in Somalia, Sud Sudan e Sudan, mentre gli effetti del nuovo El Niño rischiano di spingere altre 49 milioni di persone verso la fame acuta entro la fine del 2027.

Il quadro è contenuto nell’Indice Globale della Fame 2026, rapporto internazionale dedicato alla misurazione dell’insicurezza alimentare. L’edizione italiana è curata da Cesvi; il documento è stato elaborato da Welthungerhilfe, Institute for International Law of Peace and Armed Conflict e Helvetas.


Conflitti e clima fanno salire i numeri

Nel 2025 sono state 645 milioni le persone che hanno patito la fame, una quantità vicina alla popolazione complessiva dell’Europa. Il dato segna un’inversione rispetto ai progressi maturati nell’arco di quasi vent’anni e indica un peggioramento anche rispetto al 2018.

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Tra le persone coinvolte, 147,4 milioni vivevano in 19 Paesi devastati dai conflitti, mentre 87,5 milioni si trovavano in 16 Stati colpiti da fenomeni climatici estremi. Secondo il rapporto, la situazione raggiunge un livello definito allarmante in 8 Paesi: Burundi, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Somalia, Sud Sudan, Sudan e Yemen.

In altri 36 Paesi la fame è classificata come grave. Inoltre, rispetto al 2018, l’indicatore è peggiorato in 32 Paesi, a conferma di una crisi alimentare legata soprattutto alla combinazione tra guerre, instabilità e shock climatici.

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