Meteo su Roma.

Cronaca 3 min di lettura2 ore fa

Falsi allarmi sugli aerei, Meloni: infrastrutture civili sotto attacco

Almeno 22 voli coinvolti in Europa, evacuate anche numerose redazioni tra Irlanda, Regno Unito e Bulgaria

Una nuova ondata di falsi allarmi bomba ha coinvolto almeno 22 voli in Europa, nel secondo giorno consecutivo di segnalazioni. Gli aerei sono stati dirottati, affiancati da caccia o sottoposti a controlli dopo l’atterraggio.

La stessa campagna ha colpito anche le redazioni di diversi mezzi d’informazione: in Irlanda almeno una decina di sedi tra radio, televisioni e giornali sono state evacuate e ispezionate. Episodi analoghi sono stati segnalati nel Regno Unito e in Bulgaria.

Offerta del giorno7 novembre

Douglas

-30% da Douglas su ordini da 129€

Scade tra 4 giorni
********


Meloni: civili nel mirino

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha collegato la sequenza di allarmi e intrusioni informatiche alla pressione sulle infrastrutture non militari. «Dice che sotto attacco sono le infrastrutture civili», ha affermato, esprimendo preoccupazione per l’evoluzione degli episodi.

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito la serie di azioni un possibile tentativo di aggressione ibrida e di guerra psicologica. A Dublino, intanto, sono attesi giovedì e venerdì almeno 50 leader dell’Unione europea e l’attenzione sulla sicurezza è aumentata.


Venti dirottamenti in due giorni

Lo scalo di Praga ha registrato la maggiore pressione, con nove voli sottoposti a verifiche. Altri quattro collegamenti hanno riguardato Madrid, due l’Italia e ulteriori casi sono stati rilevati a Bruxelles, Parigi e Sofia. Il giorno precedente gli aerei interessati erano stati 25; il 2 novembre se ne erano contati sette, mentre il 1° novembre era arrivata una sola segnalazione.

In Italia sono state registrate tre segnalazioni e le procure di Milano, Busto Arsizio e Roma hanno aperto procedimenti per procurato allarme. La Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo sta seguendo gli accertamenti, mentre il procuratore nazionale Giovanni Melillo ha assunto il coordinamento delle indagini sugli attacchi ai sistemi di refrigerazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Le indagini sulla campagna

Le autorità ritengono che per moltiplicare messaggi di questo tipo siano sufficienti account rubati o resi anonimi e collegamenti protetti, capaci di rendere difficile risalire all’origine delle comunicazioni. Anche strumenti più sofisticati possono produrre effetti limitati sul piano operativo, ma costringono comunque a mobilitare forze di sicurezza e servizi aeroportuali.

Gli apparati investigativi seguono da tempo il fenomeno, che nell’ultimo anno ha registrato un aumento del 540% negli allarmi rivolti alle scuole statunitensi, secondo il Dipartimento di sicurezza. Esistono sistemi per filtrare le comunicazioni e individuare profili sospetti, ma per gli obiettivi sensibili le procedure impongono verifiche anche quando il messaggio appare poco credibile.


La rivendicazione anonima

Una comunicazione inviata a varie redazioni irlandesi, britanniche e bulgare ha presentato gli episodi come la prosecuzione dell’azione contro il trasporto aereo. A firmarla è stato un presunto dirigente della formazione neonazista russa Male Legion, già indicata in relazione ai primi allarmi: «Questo è solo l’inizio. Molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni».

Gli analisti invitano però alla cautela. Il nome Mikhail Andropov, usato dal mittente, non compare nei canali ancora attivi del gruppo e richiama quello di un ex dirigente del KGB. Il fondatore Vladislav Pozdnyakov ha negato il coinvolgimento dell’organizzazione, sostenendo che non esista più.

La riunione degli esperti di sicurezza aerea dei 27 Paesi, prevista la prossima settimana a Bruxelles, servirà a esaminare le misure di prevenzione e risposta. La Commissione europea ha chiarito che, per ora, gli interventi spettano alle autorità nazionali. Il premier irlandese Michael Martin ha detto che sono in preparazione protocolli adeguati, mentre sull’origine coordinata degli episodi non sono ancora emerse prove concrete.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere