Meteo su Roma.

Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Docce fredde, studio svizzero: meno giorni di malattia

La ricerca ha seguito 719 adulti per 12 settimane, misurando effetti sul benessere e sui consumi domestici

Una ricerca svizzera ha associato le docce fredde a una riduzione del 31% dei giorni di malattia. Lo studio ha seguito 719 adulti sani per 12 settimane, valutando anche l’impatto sui consumi di acqua ed energia.

Offerta del giorno5 novembre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 56 giorni
*********


La ricerca sui partecipanti

L’indagine è stata condotta da Lena Glaser, psicologa dell’Università di Basilea, con persone tra i 18 e i 65 anni che non avevano l’abitudine di usare acqua fredda durante la doccia. Ai partecipanti è stato chiesto di abbassare la temperatura il più possibile, compatibilmente con l’impianto domestico.

Una parte degli iscritti ha abbandonato il percorso nelle prime due settimane. In seguito, però, il numero dei ritiri è diminuito, un andamento che secondo Glaser indica un progressivo adattamento alla nuova abitudine. I partecipanti rimasti hanno riferito miglioramenti percepiti sia sul piano fisico sia su quello mentale.

Il dato sui giorni di assenza è emerso dal confronto con un gruppo di controllo: chi ha seguito il programma ha usufruito mediamente del 31% di giorni di malattia in meno. Lo studio, tuttavia, non stabilisce se le docce fredde siano state mantenute anche dopo la conclusione delle 12 settimane.


Risparmi di acqua ed energia

La ricerca è nata anche per capire se una consuetudine utile alla salute potesse favorire comportamenti più sostenibili. Una doccia fredda tende infatti a durare meno e non richiede energia per riscaldare l’acqua.

Per una doccia da 45 litri, il passaggio da 40 a 15 gradi consente, secondo i calcoli dello studio, di risparmiare 1,3 chilowattora. Nell’arco delle 12 settimane, la riduzione stimata è stata di 15 chilogrammi di anidride carbonica per persona, una quantità paragonabile alle emissioni di un viaggio in auto di 100 chilometri.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Glaser ha osservato che le abitudini legate alla temperatura dell’acqua vengono citate meno spesso rispetto a trasporti, alimentazione e riciclo, pur potendo incidere sui consumi quotidiani. Il vantaggio personale, come una sensazione di maggiore freschezza o di più intensa vigilanza, può rendere più facile mantenere il comportamento.


Come iniziare senza forzarsi

Gli autori non indicano la necessità di affrontare fin dall’inizio la temperatura minima. Glaser suggerisce di procedere per gradi, adattando l’acqua alle proprie sensazioni e ascoltando le reazioni del corpo.

«L’acqua non deve essere necessariamente fredda allo stesso modo ogni giorno. Non ci sentiamo ugualmente coraggiosi ogni giorno, e va bene così», ha spiegato la ricercatrice. Anche una riduzione parziale della temperatura può rappresentare un cambiamento, senza trasformarsi in una rinuncia totale al comfort.

La psicologa ha inoltre avvertito che imporre sacrifici eccessivi può pesare sul benessere e sulla salute mentale. Non è stato verificato se, dopo l’esperimento, i partecipanti abbiano compensato il disagio con altri consumi, un comportamento che potrebbe ridurre o annullare parte dei benefici ambientali.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere