Diga di Genova, la richiesta choc: altri 300 milioni sul tavolo
Webuild ha quantificato nuovi extracosti per la grande opera, mentre Bucci annuncia verifiche e sposta al 2030 il traguardo per la conclusione dei lavori.
La diga di Genova rischia di diventare ancora più costosa e il calendario dell’opera si allunga di tre anni. Webuild, capofila del consorzio PerGenova Breakwater incaricato della Fase A, ha presentato una richiesta aggiuntiva da 300 milioni di euro per coprire nuovi extracosti.
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Bucci frena sulle somme richieste
La cifra è stata resa nota da Marco Bucci durante una riunione della Commissione consiliare in Regione, convocata dopo numerosi rinvii. Il presidente regionale, che ricopre anche il ruolo di Commissario per la realizzazione della diga, ha chiarito che l’istanza dovrà essere esaminata prima di qualsiasi decisione.
«Verificheremo, potrebbe anche non ottenere nulla», ha affermato Bucci, lasciando aperta la possibilità che la richiesta dell’impresa venga respinta del tutto o riconosciuta soltanto in parte. Nel frattempo, il presidente ha indicato lo Stato come soggetto destinato a sostenere le eventuali spese future legate all’opera.
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Il traguardo slitta al 2030
L’aumento dei costi si accompagna a una revisione dei tempi di consegna. La conclusione dei lavori, inizialmente prevista per il 2027, è ora indicata nel 2030, con uno slittamento di tre anni rispetto alla precedente programmazione.
La discussione politica si è concentrata anche sulla trasparenza dell’operazione. Le forze di opposizione hanno chiesto di poter consultare gli atti relativi alla richiesta economica avanzata da Webuild e agli aggiornamenti sul cronoprogramma della diga.
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