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Cronaca 3 min di lettura2 giorni fa

Difesa europea, il nuovo pacchetto accorcia i tempi: cosa cambia

Dalle fabbriche agli acquisti comuni, l’Unione europea ridisegna le regole per sostenere l’industria militare e rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri.

Anche materiali normalmente soggetti a divieti o limitazioni potranno essere impiegati per finalità militari, ma soltanto attraverso deroghe motivate e sottoposte a controlli. È una delle novità contenute nel pacchetto europeo di semplificazione della difesa, che interviene su autorizzazioni, trasferimenti, appalti e finanziamenti.


Sostanze utilizzabili, ma senza sconti

Le nuove disposizioni consentono ai singoli Stati di autorizzare eccezioni alle norme su sostanze chimiche e biocidi quando il loro impiego sia indispensabile per esigenze legate alla difesa. La deroga dovrà riguardare applicazioni precise e non potrà trasformarsi in un’autorizzazione generica.

Ogni decisione dovrà essere sostenuta da una motivazione concreta. Il testo chiede inoltre di mantenere elevati standard per la tutela della salute e dell’ambiente, escludendo quindi automatismi nel ricorso alle eccezioni.


L’esperienza ucraina entra nei progetti Ue

Un altro capitolo riguarda l’Ucraina. Il Fondo europeo per la difesa potrà coprire le spese affrontate da aziende dell’Unione per sperimentare sul territorio ucraino prodotti e tecnologie sviluppati con il sostegno europeo, sfruttando strutture, strumenti e risorse disponibili nel Paese.

Il meccanismo non prevede trasferimenti diretti alle imprese ucraine. L’obiettivo è però mettere a frutto le competenze maturate dall’industria locale durante il conflitto, descritta nel regolamento come innovativa, resiliente ed efficiente nei costi.


L’industria chiede meno ostacoli

Per Borys Budka, presidente della commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo, la capacità militare deve poggiare anche su una filiera produttiva adeguata. «Una vera deterrenza non significa soltanto avere un esercito, ma anche disporre della capacità industriale necessaria per rifornirlo. L'Omnibus sulla difesa dimostra che abbiamo il coraggio politico e il realismo industriale necessari per proteggere i nostri 450 milioni di cittadini», ha dichiarato.

Aura Salla, correlatrice del provvedimento nella stessa commissione, ha sostenuto che ridurre gli adempimenti inutili permetterà di trasformare più rapidamente ricerca e competenze industriali in strumenti concreti per la sicurezza. Nel suo intervento ha richiamato anche la minaccia russa e la necessità di utilizzare ogni risorsa con la massima efficacia.


Permessi per gli impianti in 42 giorni

Il primo asse operativo riguarda la realizzazione o l’espansione degli stabilimenti militari. Quando una richiesta sarà completa, le amministrazioni nazionali dovranno pronunciarsi di norma entro 42 giorni lavorativi; soltanto situazioni eccezionali, legate per esempio alla complessità dell’opera o a possibili rischi ambientali e per la sicurezza, potranno giustificare un allungamento.

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Sono ammesse al massimo due estensioni, per un totale di 60 giorni aggiuntivi. Il procedimento potrà quindi arrivare a 102 giorni lavorativi. Se l’autorità non rispetterà la scadenza, dovrebbe valere in via generale il principio dell’assenso tacito.

Ogni Paese dovrà inoltre mettere a disposizione uno sportello unico digitale. Le imprese potranno così seguire l’iter attraverso un referente identificabile, senza dover interagire separatamente con più uffici pubblici.


Frontiere interne e acquisti comuni

La produzione militare europea coinvolge spesso imprese collocate in Stati diversi. Componenti, programmi informatici e tecnologie attraversano più volte i confini dell’Unione, mentre le licenze nazionali possono rallentare la collaborazione tra le aziende.

Per ridurre questi passaggi, il pacchetto amplia l’uso delle licenze generali. Si tratta di autorizzazioni definite in anticipo: le società che rispettano le condizioni previste potranno effettuare determinate categorie di trasferimenti senza richiedere ogni volta un permesso individuale. Le scelte sull’esportazione verso Paesi esterni all’Unione resteranno comunque di competenza degli Stati membri.

Cambiano anche le regole sugli appalti. Amministrazioni di due o più Paesi potranno organizzare insieme una gara per lavori, servizi o forniture militari, fissando in anticipo chi guiderà la procedura, come saranno ripartiti i compiti e quale normativa nazionale verrà applicata.


Il voto sul pacchetto Omnibus V

Le tre misure sono state approvate dal Parlamento europeo nell’ultima sessione plenaria. Una riguarda l’accelerazione delle autorizzazioni industriali, una seconda i trasferimenti e gli acquisti transfrontalieri, mentre la terza interviene sugli investimenti e sull’accesso alle risorse del Fondo europeo per la difesa.

I provvedimenti rientrano nell’Omnibus V, l’iniziativa promossa da Ursula von der Leyen per rendere meno complesso il quadro normativo del comparto. La finalità dichiarata è sostenere gli investimenti, aumentare la capacità produttiva e rendere più coordinata la risposta industriale dei Paesi europei.

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