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Cronaca 1 min di lettura40 min fa

Cure per l’obesità, appello per fondi dedicati

L’associazione Amici oltre il peso chiede percorsi multidisciplinari nei Lea e risorse nella legge di Bilancio 2027

Amici oltre il peso chiede che la legge di Bilancio 2027 finanzi l’assistenza alle persone con obesità.

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Accesso alle prestazioni nei Lea

L’associazione, che fa parte della Federazione italiana associazioni obesità, sollecita l’inserimento nei Lea delle prestazioni specifiche per l’obesità. La richiesta comprende un’assistenza continuativa e affidata a più figure sanitarie.

Secondo Amici oltre il peso, garantire questi percorsi permetterebbe di assicurare le cure anche a chi dispone di risorse economiche limitate. L’organizzazione ha inoltre confermato la propria disponibilità a confrontarsi con il Parlamento, con il ministro della Salute e con il presidente dell’Aifa.


La richiesta alle istituzioni

Iris Zani, presidente di Amici oltre il peso e della Fiao, ha spiegato che l’associazione sostiene la posizione della Società italiana dell’obesità. «Il diritto alla cura deve essere garantito a ogni persona, indipendentemente dalle sue possibilità economiche», ha dichiarato, chiedendo un primo intervento rivolto soprattutto ai pazienti più fragili sul piano clinico ed economico.

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Per Zani, una tutela concreta richiede norme accompagnate da stanziamenti specifici. L’associazione ritiene che senza risorse dedicate il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica non possa tradursi in un accesso effettivo alle terapie.


Il riconoscimento del 2025

La legge 149/2025 ha qualificato l’obesità come patologia cronica. A un anno da quella decisione, tuttavia, l’associazione segnala che il disegno di legge di Bilancio 2027 non sembrerebbe contenere finanziamenti destinati ai relativi percorsi assistenziali.

La Società italiana dell’obesità aveva già chiesto a governo e Parlamento di prevedere somme vincolate alle cure. Amici oltre il peso si è unita alla richiesta, avvertendo che, in assenza di un intervento economico, visite e trattamenti rischiano di continuare a pesare direttamente sui bilanci familiari.

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