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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Cuba, Di Battista operato senza acqua: il racconto dall’ospedale

L’ex deputato descrive il ricovero per un edema cerebrale e denuncia le conseguenze della crisi energetica che da mesi colpisce l’isola.

Alessandro Di Battista ha raccontato di essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico a Cuba, in una struttura priva persino di acqua corrente e con strumenti che, a suo giudizio, in Italia erano già utilizzati trent’anni fa. L’ex deputato ha collegato le condizioni dell’ospedale alla lunga emergenza energetica dell’isola e ha attribuito la crisi alla mancata disponibilità di petrolio.


Un intervento riuscito in condizioni estreme

Ospite di DiMartedì, Di Battista ha spiegato di essersi sentito male durante la permanenza a Cuba. I medici gli avrebbero diagnosticato un edema cerebrale legato alla presenza di un tumore, individuato proprio nel corso degli accertamenti effettuati sull’isola.

Rievocando il ricovero, ha sottolineato il livello di difficoltà affrontato dal personale sanitario: «Mi hanno fatto a Cuba un’operazione raffinatissima. Il neurochirurgo Marlon Ortis mi ha operato a sangue freddo, con tecnologie che qui si utilizzavano 30 anni fa. Eppure questo neurochirurgo m’ha salvato la vita». Il riferimento è stato poi accostato al parere ricevuto al Gemelli, dove l’intervento sarebbe stato definito particolarmente complesso.

Di Battista ha inoltre riferito che, dopo l’operazione, il neurochirurgo gli avrebbe scritto per segnalare un ulteriore problema: la mancanza di elettricità rende difficile sterilizzare gli strumenti destinati alla sala operatoria. Secondo il racconto dell’ex parlamentare, anche l’acqua necessaria per le attività quotidiane arrivava grazie all’aiuto di alcuni cittadini.


La crisi energetica paralizza l’isola

Il politico ha spiegato che molte centrali cubane dipendono dal combustibile e che l’assenza di petrolio compromette la produzione di energia. Da qui, sempre secondo la sua ricostruzione, deriverebbe anche l’interruzione dell’approvvigionamento idrico in diversi ospedali.

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In un contenuto condiviso su Instagram, Di Battista ha sintetizzato così la propria esperienza: «A Cuba mi hanno salvato la vita in un ospedale senza acqua». Ha poi sostenuto che l’intervento sia diventato oggetto di una contrapposizione mediatica, raccontando che alcuni avrebbero preferito trasferirlo negli Stati Uniti per dimostrare l’incapacità della sanità cubana.


L’accusa contro la strategia di Trump

Nel corso dell’intervista, Di Battista ha attribuito a Donald Trump la responsabilità del blocco delle forniture di petrolio verso Cuba. A suo avviso, l’obiettivo sarebbe provocare un collasso economico e spingere la popolazione a ribellarsi contro il governo, seguendo una logica già applicata nei confronti dell’Iran.

Per descrivere la situazione, l’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha parlato di «un assedio medievale nel silenzio generale». La pressione, ha aggiunto, ricadrebbe soprattutto sui cittadini e sui servizi essenziali, compresa la sanità, già costretta a operare tra blackout, scarsità d’acqua e difficoltà nel mantenere sterili gli strumenti chirurgici.

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