Criminalità, il dato che preoccupa: minori coinvolti in aumento del 34%
Nel 2025 le denunce scendono a 2,36 milioni, ma truffe digitali e coinvolgimento dei minorenni segnano una controtendenza
Il bilancio del 2025 presenta un andamento in chiaroscuro: da una parte, i reati denunciati in Italia tornano a diminuire dopo quattro anni di crescita; dall’altra, aumenta del 34% il numero dei minorenni arrestati o segnalati. La riduzione complessiva è stata dell’1,8% rispetto all’anno precedente, mentre alcuni fenomeni continuano a rafforzarsi.
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Minori e frodi cambiano il quadro
Nel corso del 2025 sono stati registrati circa 2,36 milioni di delitti, con 42.242 episodi in meno rispetto al 2024. La contrazione riguarda soprattutto furti e rapine, le categorie che hanno contribuito maggiormente alla discesa del dato generale.
La tendenza non è però uniforme. Truffe e frodi informatiche risultano infatti in crescita, mostrando una maggiore presenza dei reati commessi attraverso strumenti digitali. Tra gli elementi più critici figura inoltre l’incremento del 34% dei minorenni arrestati o denunciati, dato che si muove in direzione opposta rispetto al calo complessivo delle denunce.
Milano resta in cima alla graduatoria
Il numero assoluto dei reati non è l’unico parametro considerato per valutare la criminalità nei diversi territori. L’incidenza viene infatti calcolata mettendo in rapporto le denunce con la popolazione residente, attraverso il numero di delitti ogni 100mila abitanti.
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Secondo questa graduatoria, Milano mantiene il primato tra le province con il livello più elevato di denunce rispetto ai residenti. Alle sue spalle si collocano Firenze e Roma, mentre Oristano occupa l’ultima posizione per incidenza, con il tasso più contenuto.
Il metodo dell’indice nazionale
I dati fanno parte della nuova edizione dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, diffusa attraverso il quotidiano e il relativo sito. La rilevazione prende in esame 106 territori provinciali e consente di confrontare la frequenza dei delitti denunciati su una base omogenea.
La fonte statistica utilizzata è la banca dati interforze del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Le cifre, quindi, riguardano i reati arrivati all’attenzione delle forze dell’ordine attraverso una denuncia e non una stima complessiva dei fenomeni criminali non segnalati.
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