26notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 4 min di lettura1 ora fa

Condominio, l’assemblea stabilisce le fasce del riscaldamento

Zone climatiche, limiti giornalieri e procedure per modificare le fasce del servizio centralizzato o autonomo

Nel riscaldamento centralizzato, è l’assemblea condominiale a fissare le fasce di accensione, ma soltanto entro i limiti di legge.

Offerta del giorno30 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 62 giorni
*********


Il ruolo degli inquilini

Anche chi vive in affitto può partecipare alle decisioni sul servizio. L’articolo 10 della Legge 392/1978 riconosce al conduttore il diritto di votare, al posto del proprietario, sulle spese e sulle modalità di gestione del riscaldamento e del condizionamento.

Se le fasce stabilite non risultano adatte alle esigenze degli abitanti, l’inquilino può informare l’amministratore, chiedere di prendere parte alla riunione o sollecitare una nuova valutazione degli orari. Quando invece l’impianto presenta guasti o le disposizioni approvate non vengono applicate, è utile raccogliere elementi sulla situazione e domandare un controllo tecnico.


Le regole per gli impianti autonomi

Nel caso di una caldaia autonoma, il singolo residente programma direttamente il generatore e distribuisce il calore nelle diverse ore della giornata. La gestione, quindi, non viene coordinata per tutto l’edificio come accade con l’impianto centralizzato.

L’autonomia non esclude però i vincoli generali. Anche questi apparecchi devono rispettare, salvo deroghe, la stagione prevista per la zona climatica, il numero massimo di ore quotidiane e la temperatura stabilita dalla normativa. Restano inoltre applicabili le ordinanze comunali eventualmente emanate.


Chi può fissare le fasce

Secondo Alessandra Caparello di Immobiliare.it, gli orari non possono essere scelti senza restrizioni: occorre rispettare periodo di funzionamento, durata massima giornaliera e temperatura consentita. Entro questi confini, l’assemblea può organizzare il servizio secondo le abitudini dei residenti.

La distribuzione può concentrarsi, per esempio, al mattino e nel tardo pomeriggio oppure essere divisa in più intervalli. L’assemblea può anche stabilire un utilizzo inferiore al massimo previsto, così da ridurre consumi e costi comuni. Non può invece autorizzare un prolungamento vietato dalle disposizioni nazionali o locali.

Se manca una deliberazione sugli orari, l’amministratore può occuparsi della gestione ordinaria del servizio e assicurare il corretto funzionamento dell’impianto. Non è però autorizzato a ignorare una decisione già votata né a estendere di propria iniziativa l’accensione oltre i limiti consentiti.


Zone climatiche e durata

Il riferimento normativo principale è il D.P.R. 74/2013, che collega calendario e durata del riscaldamento alla zona climatica del comune. Le fasce territoriali sono sei e vengono individuate in base ai gradi giorno, cioè al fabbisogno teorico di calore determinato dalle temperature medie.

La zona A, con meno di 600 gradi giorno, riguarda soltanto Lampedusa e Porto Empedocle (AG). La zona B, tra 600 e 900 gradi giorno, comprende varie aree costiere di Sicilia, Sardegna, Puglia e Calabria, oltre a parte della Campania.

Nella zona C rientrano territori costieri del Centro-Sud, alcuni comuni della Pianura Padana e diverse aree interne: i gradi giorno sono compresi tra 901 e 1400. La zona D, tra 1401 e 2100, interessa gran parte della Pianura Padana, zone interne del Centro-Sud e alcuni tratti costieri settentrionali.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La zona E va da 2101 a 3000 gradi giorno e comprende soprattutto aree collinari e montane del Centro-Nord. Oltre i 3000 gradi giorno si trova la zona F, relativa alle aree alpine e ad alcune zone appenniniche.


Il calendario previsto dalla legge

Per la zona A il periodo ordinario va dal 1° dicembre al 15 marzo, con un tetto di 6 ore al giorno. In zona B l’accensione è ammessa dal 1° dicembre al 31 marzo, fino a 8 ore quotidiane; la zona C va dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore.

La zona D consente il funzionamento dal 1° novembre al 15 aprile, per non oltre 12 ore giornaliere. In zona E il calendario parte dal 15 ottobre e termina il 15 aprile, con un limite di 14 ore al giorno. Per la zona F non sono fissati limiti ordinari né sulla durata della stagione né sulle ore quotidiane.

Per gli impianti che non appartengono alla zona F, l’intervallo giornaliero previsto in via generale è compreso tra le 5:00 e le 23:00. In caso di condizioni meteorologiche eccezionali, il sindaco può ampliare periodo o durata attraverso un’apposita ordinanza.


Come modificare gli orari

Una diversa distribuzione delle ore può essere richiesta anche dopo l’avvio della stagione termica. Chi, per esempio, rientra abitualmente a casa nel tardo pomeriggio e trova insufficiente il calore serale può chiedere di sottoporre la questione all’assemblea.

La proposta va indirizzata all’amministratore, chiedendo l’inserimento dell’argomento nell’ordine del giorno. Convocazione, discussione e voto devono seguire le regole condominiali e le maggioranze previste dall’articolo 1136 del Codice civile.

La decisione può spostare le fasce durante la giornata oppure ridurre il tempo complessivo di funzionamento. Non può invece oltrepassare i limiti stabiliti dalla legge, tranne nei casi in cui intervenga una deroga autorizzata dalle autorità competenti.


Valvole e contabilizzazione del calore

Negli edifici con impianto centralizzato sono richiesti valvole termostatiche e contabilizzatori, come previsto dal D.Lgs. 102/2014. Ogni abitante può così regolare il calore nelle stanze della propria abitazione e sostenere una spesa collegata ai consumi effettivi.

Se un appartamento resta freddo mentre il servizio è attivo, prima di chiedere più ore di accensione conviene controllare il funzionamento generale. Le cause possono includere aria nei radiatori, valvole difettose o altri problemi tecnici dell’impianto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere