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Cronaca 2 min di lettura30 set

Cina, perché cresce la fiducia degli italiani: la lettura di Weber

Il presidente di Ixè individua nella pianificazione di lungo periodo e nella vicinanza tra culture antiche due chiavi del rapporto positivo con Pechino.

Il rapporto tra Italia e Cina, secondo Roberto Weber, presidente dell’istituto Ixè, poggia anche su una familiarità culturale meno scontata di quanto si potrebbe pensare. L’esperienza maturata durante un soggiorno nel Paese asiatico gli ha mostrato un atteggiamento di apertura verso l’altro che non si aspettava.

Roma, osserva Weber, è una capitale abituata ad accogliere persone e culture diverse. A suo giudizio, il fatto che Italia e Cina siano entrambe civiltà antiche può facilitare la comprensione reciproca e rendere gli italiani più disponibili a cogliere i meccanismi dello sviluppo cinese.


La forza di obiettivi lontani

A colpire maggiormente gli italiani sarebbe soprattutto la capacità di Pechino di fissare traguardi collocati a dieci o vent’anni e di avvicinarsi con continuità alla loro realizzazione. Weber descrive questo metodo come una forma di lungimiranza, legata a una programmazione che guarda ben oltre l’immediato.

«Quel Paese possa stabilire delle soglie a dieci o venti anni di distanza e ragionevolmente raggiungerle», afferma Weber, indicando in questa impostazione uno degli aspetti più affascinanti della Cina. Il riferimento all’evoluzione del turismo serve a chiarire il tipo di cambiamento osservato, anche se il presidente di Ixè precisa di non sapere se la quota sia aumentata nell’ultimo decennio oppure sia rimasta invariata.

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Pechino guadagna consenso

L’analisi di Weber riguarda anche il mutamento della fiducia degli italiani nei confronti di Stati Uniti e Cina. Nel quadro esaminato, Pechino registra un consenso in crescita, mentre i conflitti internazionali contribuiscono a influenzare il modo in cui l’opinione pubblica valuta le principali potenze.

Il dato viene collegato non soltanto alle scelte geopolitiche, ma anche alla percezione del modello cinese. La capacità di pianificare il futuro e la possibilità di riconoscere elementi comuni tra due società dalla storia millenaria diventano così fattori che, nella lettura di Weber, aiutano a spiegare l’interesse e la maggiore apertura degli italiani verso la Cina.

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