Chat, benzina e minacce: così la scuola ha spento la crisi in 48 ore
A Loano il dirigente del liceo Giovanni Falcone racconta come il confronto con gli studenti e la presenza della psicologa abbiano fermato il rischio di un assalto
Una chat con riferimenti a molotov, benzina e a un possibile incendio ha fatto emergere una minaccia all’interno dell’istituto Giovanni Falcone di Loano. Il dirigente Mosé Laurenzano sostiene che la situazione sia stata riportata sotto controllo in 48 ore, puntando sul dialogo e sul coinvolgimento della psicologa nelle classi.
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La chat ha fatto scattare l’allarme
A informare il preside sarebbero stati gli stessi ragazzi, che gli avrebbero mostrato una conversazione in cui si invitava a portare carburante e ordigni incendiari nella scuola per appiccare il fuoco. Il contenuto della chat ha quindi portato all’attenzione della dirigenza un progetto di violenza rivolto contro l’istituto.
Laurenzano ritiene che dietro queste condotte non ci siano soltanto gli studenti. «C’è una regia esterna ai giovani che organizza le violenze», afferma il dirigente, collegando il materiale comparso nella conversazione a un possibile coordinamento esterno.
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Psicologa e confronto per fermare la tensione
La risposta della scuola si è concentrata sull’ascolto degli studenti e sulla discussione nelle classi. In questo percorso è stata coinvolta anche la psicologa, chiamata a lavorare direttamente con i ragazzi per affrontare il clima di tensione.
Secondo il dirigente, l’intervento ha permesso di disinnescare l’assalto nell’arco di due giorni. Il caso riguarda un istituto superiore frequentato da oltre mille allievi, guidato da Laurenzano a Loano, in Liguria.
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