Cronaca 2 min di lettura2 giorni fa

Catania chiusa, la corsa ai trasferimenti: oltre 5.300 posti

Treni potenziati e più di cento autobus per collegare gli scali di Comiso, Trapani e Palermo con la città etnea.

Oltre 5.300 posti ferroviari aggiuntivi e più di cento autobus sono stati attivati per gestire i trasferimenti dei passeggeri rimasti coinvolti nella chiusura dell’aeroporto di Catania Fontanarossa. Il piano ha interessato i collegamenti dagli scali di Comiso, Trapani e Palermo verso la città etnea.


Treni e autobus per ridurre i disagi

L’offerta ferroviaria, potenziata dalla Regione Siciliana insieme a Trenitalia, è cresciuta complessivamente di circa il 63%. Nel dettaglio, sabato 26 settembre sono stati aggiunti 1.814 posti, con un aumento del 58%; domenica 27 settembre l’incremento è stato di 800 posti, pari al 44%, mentre lunedì 28 settembre sono stati messi a disposizione altri 2.719 posti, con una crescita dell’86%.

Al trasporto su rotaia si è affiancato un servizio straordinario su gomma. La Regione ha predisposto oltre cento pullman, ciascuno con una disponibilità compresa tra 50 e 80 passeggeri, per accompagnare i viaggiatori da e verso Catania in base agli orari dei voli.


Aricò: ritardi legati ai vettori

L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò ha ricondotto la presenza di passeggeri negli aeroporti soprattutto ai ritardi accumulati dalle compagnie aeree. Secondo l’assessore, i trasferimenti terrestri sono stati organizzati e i viaggiatori presi in carico in funzione degli arrivi e delle partenze effettive.

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Aricò ha inoltre spiegato che l’amministrazione regionale è intervenuta con personale, mezzi e risorse per assicurare un collegamento essenziale con il capoluogo etneo. La gestione, ha precisato, è avvenuta in una situazione di emergenza e con l’obiettivo di intervenire nei casi in cui fosse necessario garantire il trasferimento.


La Regione copre le tratte scoperte

L’azione pubblica si è aggiunta alle iniziative già predisposte dalle compagnie aeree. Il governo Schifani ha deciso di occuparsi direttamente dei passeggeri quando alcuni vettori non hanno organizzato il viaggio fino alla destinazione conclusiva.

È stato così costruito un sistema di collegamenti tra gli aeroporti coinvolti e Catania, combinando il rafforzamento dei servizi ferroviari con l’impiego dei bus. La risposta regionale è stata quindi pensata per assicurare la continuità degli spostamenti durante la sospensione operativa dello scalo Vincenzo Bellini.

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