Caso Poggi, i legali: «Per Stasi non c’è nulla di nuovo
Dopo la chiusura delle indagini su Andrea Sempio, gli avvocati della famiglia Poggi chiedono alla Corte d’Appello di fermare la ricerca di un altro colpevole.
La chiusura dell’inchiesta su Andrea Sempio riaccende il confronto sul caso Poggi, ma per i legali della famiglia della vittima non emergerebbero elementi capaci di modificare il quadro già noto nei confronti di Alberto Stasi. L’invito rivolto alla Corte d’Appello è di esaminare rapidamente gli atti e chiudere la vicenda.
I legali escludono svolte su Stasi
Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, avvocati della famiglia Poggi, hanno commentato la comunicazione diffusa dalla Procura di Pavia al termine delle indagini su Sempio. Secondo la loro valutazione, i dati richiamati nel documento non aggiungerebbero novità alle prove raccolte durante il procedimento che ha riguardato Alberto Stasi.
Nella loro nota, i difensori sostengono che gli elementi apparentemente collegati alle prove acquisite nel contraddittorio ripropongano questioni già conosciute. La conclusione, quindi, è che non vi sarebbero nuovi elementi in grado di incidere sulla posizione di Stasi.
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La richiesta alla Corte d’Appello
Gli avvocati chiedono ora che gli atti arrivino in tempi brevi davanti alla Corte d’Appello competente. A loro giudizio, quel passaggio dovrebbe consentire di verificare l’assenza di elementi realmente nuovi e di definire il procedimento senza ulteriori sviluppi sulla stessa direzione.
«Ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello», scrivono Tizzoni e Compagna. I legali auspicano inoltre che il giudice ponga fine a quella che definiscono «l’impropria ricerca di un colpevole alternativo», nel contesto del procedimento di revisione.
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