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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Caso Garlasco, la scelta dei Poggi: nessun risarcimento a Sempio

I genitori e il fratello di Chiara non chiederanno danni nel caso di un processo ad Andrea Sempio, ritenuto estraneo dai suoi familiari.

La famiglia di Chiara Poggi ha scelto di non avanzare richieste economiche contro Andrea Sempio, qualora l’indagine sul delitto di Garlasco dovesse sfociare in un processo. La decisione riguarda Giuseppe e Rita Preda, genitori della vittima, e il fratello Marco.

A comunicarlo sono stati gli avvocati Francesco Compagna e Gianluigi Tizzoni, che assistono i familiari di Chiara. La loro posizione è stata motivata con l’assenza di pretese nei confronti di una persona che considerano innocente.


La rinuncia dei familiari di Chiara

In caso di rinvio a giudizio, i congiunti della vittima non chiederanno dunque di partecipare al procedimento con finalità risarcitorie. I legali hanno spiegato la scelta con queste parole: «Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti».

Andrea Sempio è attualmente l’unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Il procedimento si è chiuso e, per la madre dell’uomo, l’eventuale comunicazione di un rinvio a giudizio potrebbe arrivare in qualsiasi momento.


La difesa della madre di Sempio

Daniela Ferrari continua a sostenere che il figlio non abbia avuto alcun ruolo nell’omicidio. In una dichiarazione, ha ribadito: «Mio figlio con l'omicidio di Chiara Poggi non c'entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo».

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La donna ha aggiunto che Andrea sta aspettando gli sviluppi dell’inchiesta insieme alla famiglia. La sua convinzione, ha spiegato, non dipende dall’esame delle prove: per lei il figlio «non è che sa di essere innocente, è innocente» e non ha ucciso Chiara Poggi.


Sullo sfondo resta la condanna di Stasi

La vicenda si intreccia con la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio. L’ex fidanzato di Chiara Poggi punta ad avviare l’iter per chiedere la revisione del processo.

La nuova indagine e la possibile evoluzione giudiziaria della posizione di Sempio si inseriscono quindi in un caso che, nonostante la condanna già definitiva, continua ad avere sviluppi sul piano investigativo e processuale.

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