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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Carceri campane, il sesto suicidio: l’allarme del garante

Dopo la morte di un detenuto di 54 anni a Poggioreale, Samuele Ciambriello chiede interventi più efficaci per prevenire il disagio e sostenere le persone fragili.

Intervenire prima che la sofferenza diventi ingestibile, dentro e fuori dagli istituti di pena: è questa la richiesta avanzata da Samuele Ciambriello dopo la morte di un detenuto nel carcere di Napoli-Poggioreale. Per il garante campano, le misure alternative possono aiutare, ma devono essere affiancate da una rete concreta di accoglienza e assistenza.

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L’appello a fermare la sequenza

Ciambriello sollecita un cambio di approccio per spezzare quella che definisce una «drammatica scia di morti». A suo avviso, bisogna riconoscere i segnali di disagio già prima dell’ingresso in carcere e garantire poi sostegno adeguato alle persone più vulnerabili.

Nel suo intervento, il garante chiarisce che il ricorso a percorsi diversi dalla detenzione, pur considerato essenziale, non può bastare da solo. Senza servizi stabili e realmente accessibili, infatti, chi esce dal circuito penitenziario rischia di restare privo del supporto necessario.


Solitudine e fragilità ignorate

Secondo la ricostruzione proposta da Ciambriello, alla base di molti gesti estremi si trovano isolamento personale, dipendenze, rapporti familiari difficili e sofferenze nelle relazioni. Situazioni problematiche che, spesso, non vengono affrontate prima della detenzione.

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Il passaggio in carcere può così aggravare condizioni già precarie, fino a far emergere con maggiore intensità bisogni rimasti senza risposta. Il garante richiama quindi la necessità di ascoltare e accompagnare le persone fragili anche nel territorio, non soltanto all’interno delle strutture penitenziarie.


Il bilancio nelle carceri

La vittima è un detenuto di 54 anni, Massimo, trovato senza vita ieri nell’istituto napoletano. La notizia è stata diffusa da Ciambriello, che ricopre l’incarico di garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania.

Con questo episodio salgono a 6 i suicidi registrati dall’inizio dell’anno nelle carceri campane. A livello nazionale, nello stesso periodo, i casi sono 59; ai decessi per suicidio si aggiungono 145 morti attribuite ad altre cause.

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