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Cronaca 3 min di lettura2 giorni fa

Carburanti, il tetto di Eni parte oggi: dove conviene fare rifornimento

Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19: la misura coinvolge Eni e Ip, ma non tutti gli impianti applicheranno automaticamente gli stessi importi.

Il vantaggio promesso agli automobilisti riguarda una parte ampia della rete italiana, ma non sarà uniforme in ogni stazione. Da oggi, lunedì 28 settembre, Eni introduce un limite di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, mentre Socar avvia un intervento analogo sui distributori Ip. La riduzione media rispetto alle quotazioni attuali è stimata in circa 17 centesimi al litro.

La misura è prevista inizialmente per 30 giorni e potrebbe restare in vigore fino al 31 dicembre, in base all'evoluzione del mercato e alla disponibilità dei prodotti. Il provvedimento arriva mentre i prezzi continuano a salire sia sulla rete ordinaria sia sulle autostrade.


Il limite non vale ovunque

La rete Eni conta 3.847 stazioni in Italia e movimenta mediamente circa 600 milioni di litri ogni mese. Il 75% degli impianti appartiene direttamente o indirettamente al gruppo: su questi punti vendita l'azienda può applicare il prezzo massimo stabilito, sia al self service sia al servito.

Diverso il caso degli impianti convenzionati, che rappresentano il 25% della rete e utilizzano il marchio Eni o Enilive acquistando i prodotti del gruppo. Qui il prezzo può essere soltanto raccomandato, in particolare per il rifornimento self. Per compensare in parte i gestori delle scorte acquistate a condizioni precedenti, Eni ha previsto un rimborso forfettario di 1.500 euro.

In concreto, l'offerta dovrebbe interessare circa tremila punti vendita di proprietà, pari a poco più di un quinto dei circa 22mila distributori presenti sul territorio nazionale. Non è invece previsto alcun ribasso sulle forniture all'ingrosso. Per individuare le stazioni aderenti si può utilizzare Station finder Enilive, inserendo nella mappa la località di partenza o quella da raggiungere.


Ip allarga la platea degli sconti

Anche Socar, società energetica dell'Azerbaijan, ha annunciato un contenimento dei prezzi per la rete italiana della controllata Ip. L'applicazione sarà graduale e, dopo gli impianti con insegna Ip, potrebbe comprendere quelli Esso e altri operatori che acquistano carburante dalla stessa filiera.

Considerando quasi 4mila stazioni Eni ed Enilive e circa 4.500 punti vendita Ip, la rete potenzialmente interessata arriva a circa 8.500 distributori. È una quota vicina al 39% dell'intero sistema italiano, anche se per Ip non sono ancora stati precisati tutti i dettagli operativi.

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Nel frattempo, i dati dell'Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano una media self di 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il diesel sulla rete stradale. In autostrada i valori salgono rispettivamente a 2,254 e 2,459 euro. Le rilevazioni sono riferite alla giornata precedente all'avvio del nuovo limite.


Quanto può risparmiare una famiglia

Le stime di Unimpresa calcolano, per un nucleo con due automobili, un beneficio massimo vicino a 17,80 euro ogni sette giorni, cioè circa 80 euro in un mese. Con un rifornimento settimanale da 50 litri, il risparmio indicativo è di 8,45 euro per un'auto a benzina e di 9,35 euro per una diesel.

Sui 30 giorni iniziali, il vantaggio per ciascun veicolo viene stimato tra 36 e 40 euro. Se il provvedimento arrivasse fino al 31 dicembre, la cifra potrebbe salire a 115-127 euro per automobile.

L'impatto cambia per le attività professionali. Un furgone che consuma 80 litri a settimana permetterebbe di risparmiare 12,26 euro al netto dell'Iva; con 120 litri il beneficio raggiungerebbe 18,39 euro, mentre a 240 litri arriverebbe a 36,79 euro. Per una flotta composta da dieci furgoni, Unimpresa stima circa 245 euro in meno ogni settimana e oltre 3.300 euro fino alla fine dell'anno.


Gestori preoccupati per la concorrenza

L'iniziativa ha ricevuto il commento favorevole della premier Giorgia Meloni, secondo cui si tratta di un segnale utile per sostenere le famiglie e difenderne il potere d'acquisto in una fase internazionale complessa.

La Figisc, federazione dei gestori degli impianti stradali aderente a Confcommercio, teme però conseguenze sull'equilibrio della distribuzione. L'associazione sostiene che l'intervento di Eni possa alterare la concorrenza e creare difficoltà agli operatori, soprattutto a quelli che hanno acquistato le giacenze a prezzi diversi da quelli oggi proposti al pubblico. Anche l'estensione del meccanismo agli impianti Ip viene quindi osservata con attenzione dal settore.

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