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Cronaca 2 min di letturaieri

Cantiere del consolato Usa, Demir lascia il carcere: cosa succede ora

Il manager turco sconterà i domiciliari mentre l’inchiesta sul presunto sfruttamento dei lavoratori indiani prosegue a Milano

Al centro dell’inchiesta milanese c’è anche Aji Appukuttan, cittadino indiano indicato dagli investigatori come presunto “caporale operativo”. Secondo l’accusa, avrebbe intimidito almeno cinquanta operai, arrivando a respingere le richieste di chi domandava soltanto di fermarsi per recuperare dopo un infortunio.


Le contestazioni restano aperte

Le ipotesi investigative riguardano il trattamento riservato alla manodopera impiegata nel cantiere del nuovo Consolato statunitense di piazzale Accursio. Paolo Storari e Mauro Clerici hanno descritto un impiego caratterizzato, secondo la ricostruzione della Procura, da “condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno”, fino a configurare una situazione definita di “para-schiavismo”.

Caddell Construction, attraverso la propria divisione italiana, ha precisato che gli interventi economici adottati nei confronti dei lavoratori non rappresentano un riconoscimento di responsabilità. La società americana ha infatti sostenuto che l’operazione “non costituisce in alcun modo un'ammissione di responsabilità penale o civile o amministrativa”.


Demir passa ai domiciliari

Ulas Demir non resterà più in carcere. La gip di Milano Angelica Cardi ha disposto per il manager turco la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari, dopo il parere favorevole della Procura; l’indagato è assistito dall’avvocato Giuseppe Iannaccone.

Demir era stato fermato alla fine di maggio all’aeroporto di Orio al Serio, mentre si preparava a volare verso Istanbul. Nei suoi confronti viene contestato il caporalato nell’ambito dell’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro insieme ai pm Storari e Clerici.


Risarcimenti per centinaia di operai

La decisione giudiziaria arriva dopo il piano economico predisposto da Caddell per circa 300 lavoratori. L’esborso iniziale, comprensivo dei danni morali, è stato quantificato in una ventina di milioni di euro.

La somma complessiva può superare 30 milioni, considerando anche i rimborsi e il pagamento delle sanzioni dovute all’Inps. Nel pacchetto figurano arretrati salariali, contributi previdenziali e 7 milioni destinati ai danni morali, oltre al sostegno per i permessi di soggiorno e alla Naspi.


Il controllo sulla società

La stessa gip ha disposto il controllo giudiziario della divisione italiana di Caddell Construction, coinvolta nella realizzazione del complesso consolare americano a Milano. Il provvedimento societario si inserisce nel procedimento sul presunto sfruttamento della manodopera indiana.

L’ordinanza che concede a Demir la permanenza presso il domicilio modifica così la sua posizione cautelare, ma non chiude l’indagine. Restano da chiarire, nel procedimento, i ruoli attribuiti ai diversi soggetti e le responsabilità legate alla gestione del personale nel cantiere.

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