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Cronaca 2 min di lettura1 nov

Burioni contro il reintegro dei medici non vaccinati

Il virologo accusa politici e parlamentari di alimentare dubbi sui vaccini dopo il voto sul personale sanitario sospeso

Roberto Burioni ha contestato il reintegro dei medici radiati dopo la pandemia di Covid, deciso dal Parlamento. Il virologo ne ha parlato il 1° novembre durante Che tempo che fa, criticando il messaggio che il provvedimento potrebbe trasmettere sui vaccini.

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Le critiche al voto parlamentare

Secondo Burioni, l’Ordine dei medici aveva adottato provvedimenti disciplinari nei confronti dei sanitari non vaccinati, mentre il voto parlamentare ha di fatto smentito quella decisione. Il presidente dell’Ordine, Filippo Anelli, si sarebbe espresso contro il reintegro.

Il virologo ha sostenuto che la misura rischia di alimentare l’idea secondo cui quei professionisti avessero avuto ragione a rifiutare la vaccinazione. Nel confronto con Fabio Fazio, Burioni ha respinto questa lettura con parole nette: «No, hanno avuto tutti i torti».


L’allarme sulla fiducia nei vaccini

Burioni ha collegato il provvedimento alle conseguenze che, a suo giudizio, può avere sulla fiducia delle famiglie. L’incertezza, ha spiegato, può colpire soprattutto i genitori dei bambini e condizionare le decisioni sulle vaccinazioni.

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A sostegno del suo ragionamento, il virologo ha ricordato il caso di una donna di Palermo che non avrebbe vaccinato la figlia dopo aver ascoltato affermazioni false sull’autismo. La bambina è poi morta di difterite. Burioni ha precisato di non voler attribuire la responsabilità alla madre, descrivendola come una persona spaventata dalla disinformazione.


L’attacco ai rappresentanti politici

Nel corso della trasmissione, Burioni ha rivolto accuse dirette a politici, deputati e senatori che, secondo lui, diffondono informazioni pericolose sui vaccini. «Quando sento ogni giorno politici, deputati e senatori che diffondono quotidianamente bugie pericolose sui vaccini, è intollerabile», ha affermato.

Il virologo ha infine sostenuto che la tutela della salute pubblica non dovrebbe essere legata agli schieramenti politici. La sua posizione è stata espressa proprio dopo l’approvazione parlamentare del reintegro dei medici sospesi o radiati per il mancato rispetto degli obblighi vaccinali.

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