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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Brescia, la pagina si difende: «Quelle minacce non sono nostre

L’avvocato di Nicola Crippa contesta l’attribuzione dei messaggi violenti alla pagina e indica un secondo utente come autore delle aggiunte

Il punto della contestazione riguarda l’origine delle frasi minacciose rivolte a Laura Castelletti: secondo la difesa, non sarebbero comparse nel contenuto pubblicato da Soldato Audace, ma sarebbero state inserite in un secondo momento da un altro profilo. La sindaca di Brescia aveva denunciato la diffusione sui social di messaggi violenti nei suoi confronti.

A prendere posizione è Edoardo Burelli, avvocato del Foro di Firenze che rappresenta Nicola Crippa, indicato come titolare e gestore della pagina Instagram. Il legale definisce “totalmente priva di fondamento e diffamatoria” la ricostruzione che attribuisce direttamente a Soldato Audace un augurio di morte violenta per la prima cittadina.

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La difesa separa i due contenuti

Nella ricostruzione fornita dall’avvocato, il 12 ottobre 2026 la pagina aveva pubblicato una storia rimasta visibile per 24 ore. Il materiale comprendeva un breve filmato e due frasi: “La signora che se la ride è il sindaco di Brescia” e “A voi i commenti”.

Il contenuto sarebbe poi stato rilanciato nelle storie di un altro utente. Proprio durante questa seconda condivisione, sostiene Burelli, sarebbero state aggiunte le parole “te possino da tante cortellate”, considerate minacciose e poi associate alla pagina Soldato Audace.

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Font e colori al centro della tesi

Per sostenere la propria versione, il legale richiama anche gli elementi visivi della pubblicazione. Secondo Burelli, tra il testo comparso nella storia originaria e quello aggiunto successivamente emergerebbero differenze grafiche, riconducibili soprattutto alla scelta del carattere e al colore delle scritte.

“Le frasi minacciose non sono state scritte da Soldato Audace”, afferma l’avvocato, ribadendo che il profilo avrebbe soltanto diffuso il primo contenuto. La precisazione arriva dopo l’iniziativa della sindaca, che ha presentato una denuncia in seguito alla circolazione online dei messaggi rivolti contro di lei.

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