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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Brasile, Lula cambia rotta sui conti: «La stabilità è un obbligo

A San Paolo il presidente brasiliano lega il risanamento alla protezione dei più poveri e rivendica il ruolo dello Stato su energia e politiche economiche.

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha indicato il miglioramento dei conti pubblici come una responsabilità inderogabile del governo, collegandolo direttamente alla difesa delle fasce più vulnerabili. L’intervento è avvenuto a San Paolo, durante l’incontro organizzato dal Grupo Esfera con imprenditori e professionisti, mentre Lula prepara la candidatura alla rielezione per il Partito dei Lavoratori (Pt).


Il risanamento parte dal deficit

Secondo i dati citati da Lula, il Brasile si è mosso da un disavanzo del 2,8% verso un avanzo previsto dello 0,1% nell’anno in corso. Il presidente ha sostenuto che questo percorso dimostrerebbe la possibilità di riportare il Paese su una traiettoria di responsabilità fiscale.

Nel suo discorso, Lula ha respinto l’idea che la stabilità dei conti possa essere considerata un risultato facoltativo dell’azione politica. «La stabilità fiscale è un obbligo», ha affermato, spiegando che l’equilibrio economico deve servire a governare nell’interesse dell’intera popolazione.


Il peso sui cittadini più fragili

Il presidente ha presentato il controllo della spesa e dei conti pubblici anche come una misura di protezione sociale. A suo giudizio, quando gli equilibri finanziari peggiorano, le conseguenze ricadono soprattutto sulle persone più povere, chiamate a sostenerne il costo.

Lula ha quindi collegato la disciplina fiscale alla riduzione delle disuguaglianze, ribadendo che l’obiettivo dell’esecutivo è far sì che la stabilità economica produca benefici generalizzati. Il tema è stato inserito nel quadro più ampio delle priorità economiche del governo.

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Petrolio e potere dello Stato

Nel corso dell’incontro, Lula ha difeso anche gli interventi destinati a limitare l’impatto dell’aumento internazionale del petrolio sui consumatori brasiliani. Ha indicato in 47 miliardi di reais le risorse già investite per contenere il prezzo della benzina.

Il presidente ha inoltre criticato il modo in cui operano le agenzie regolatorie, sostenendo che la definizione degli indirizzi pubblici spetti allo Stato. «Se l’agenzia è regolatoria, chi stabilisce la politica pubblica è lo Stato brasiliano», ha detto, rivendicando il mandato ricevuto attraverso le elezioni.

Prima dell’intervento di Lula hanno parlato il vicepresidente Geraldo Alckmin, il presidente del Bndes Aloizio Mercadante e il segretario esecutivo del ministero delle Finanze Dario Durigan. I loro interventi hanno toccato investimenti, riforma tributaria, finanza pubblica e riduzione strutturale dei tassi d’interesse.

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