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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Arezzo, la morte di Bernardini resta un enigma: sequestrati i telefoni

L’inchiesta sulla ferita fatale subita dal 70enne entra nella fase degli accertamenti tecnici, mentre la Procura valuta l’ipotesi di omicidio

I funerali di Giancarlo Bernardini si sono svolti nei giorni scorsi, accompagnati dalla partecipazione della comunità locale, che ha espresso solidarietà alla moglie Maria Ricci. Sul caso, però, gli investigatori mantengono il massimo riserbo: la dinamica della morte non è ancora stata chiarita e l’indagine procede attraverso verifiche sia tecniche sia medico-legali.


Le ultime ore ancora da ricostruire

Il 70enne si trovava nella sua abitazione di Pian del Ponte, nel territorio comunale di Bibbiena, quando ha riportato una lesione profonda alla gamba sinistra. Il taglio, localizzato sotto il ginocchio, ha raggiunto la vena poplitea e causato una perdita di sangue molto consistente.

A dare l’allarme è stata la moglie, che avrebbe riferito ai soccorritori di un incidente e tentato di arrestare il sanguinamento utilizzando alcuni stracci. Bernardini, ormai privo di conoscenza, è stato trasferito in elicottero all’ospedale San Donato di Arezzo, dove è deceduto nella tarda serata del 18 settembre senza poter raccontare quanto accaduto.


Telefoni e coltelli sotto esame

Nell’abitazione i carabinieri hanno raccolto due telefoni cellulari e diversi coltelli. Uno dei dispositivi apparteneva alla vittima, mentre il secondo potrebbe essere del figlio: l’analisi dovrà accertare l’identità del proprietario e il contenuto dei dati conservati.

Una consulenza tecnica cercherà messaggi, chiamate e altri elementi utili a ricostruire i rapporti familiari e, soprattutto, la successione degli eventi nelle ore che hanno preceduto il decesso. La difesa di Maria Ricci, affidata all’avvocato Saverio Agostini, potrà nominare un consulente e assistere agli accertamenti irripetibili previsti in questa fase dell’indagine.

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La ferita è il nodo dell’inchiesta

Tra gli aspetti da chiarire c’è l’origine del taglio. I primi riscontri lo renderebbero compatibile con un oggetto affilato, ma resta da individuare l’eventuale arma e da stabilire in quale circostanza la lesione sia stata provocata.

La Procura non riterrebbe plausibile, allo stato, che Bernardini si sia ferito urtando contro elementi della casa come una stufa o una lavastoviglie. Indicazioni più precise sono attese dalla relazione del medico legale Mario Gabbrielli, incaricato dell’autopsia.


La moglie è sotto indagine

Maria Ricci, 59 anni, è stata iscritta nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio. Il provvedimento non equivale a una responsabilità accertata, ma permette alla donna e al suo legale di partecipare agli atti tecnici non ripetibili.

Gli inquirenti stanno esaminando il contesto familiare e le circostanze che hanno preceduto l’emorragia. Soltanto i risultati degli esami sui dispositivi, gli ulteriori rilievi e la valutazione medico-legale potranno contribuire a stabilire come sia morto il 70enne.

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