Angioedema ereditario, la sfida delle cure senza confini regionali
Pietro Mantovano, presidente dell’Aaee, chiede terapie disponibili rapidamente in tutta Italia e anche nelle farmacie di prossimità.
Per chi convive con l’angioedema ereditario, la tempestività può fare la differenza quando un attacco compare all’improvviso. Pietro Mantovano, presidente dell’Associazione angioedema ereditario (Aaee), ha indicato nell’accesso uniforme ai farmaci una delle priorità per il futuro, riducendo le differenze tra le diverse aree del Paese.
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Cure rapide, ovunque si viva
Secondo Mantovano, le terapie approvate dall’Agenzia italiana del farmaco e inserite nel prontuario nazionale dovrebbero essere recepite rapidamente anche nei prontuari regionali. I ritardi nell’adozione da parte delle singole Regioni rischiano infatti di legare le possibilità di trattamento al luogo di residenza del paziente.
L’associazione chiede inoltre che i medicinali possano essere ritirati anche nelle farmacie di prossimità, senza dover ricorrere esclusivamente ai centri di riferimento. «Tra le principali sfide future c’è la necessità di garantire un accesso tempestivo e uniforme ai farmaci su tutto il territorio nazionale», ha affermato Mantovano durante la presentazione del documentario.
La richiesta è collegata alla natura stessa della patologia: gli attacchi possono manifestarsi senza preavviso e, in alcune circostanze, avere conseguenze pericolose. Per questo, ha sottolineato il presidente dell’Aaee, avere a disposizione in tempi rapidi i medicinali necessari resta essenziale.
Ricerca e sostegno ai pazienti
Un altro fronte riguarda lo sviluppo di trattamenti sempre più sicuri e semplici da utilizzare. Mantovano ha richiamato anche la responsabilità delle istituzioni nel favorire l’inserimento tempestivo delle nuove terapie nei sistemi regionali, una volta ottenute le necessarie approvazioni.
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Le associazioni dei pazienti, ha spiegato, contribuiscono a far conoscere la malattia, accompagnano le persone nell’accesso ai farmaci e offrono un sostegno psicologico. Sono anche spazi di confronto che possono aiutare ad accettare e gestire meglio la convivenza con una patologia rara.
Le dichiarazioni sono state rilasciate alla Festa del Cinema di Roma, in occasione della presentazione di “Aspettando Mr Hyde”. Il documentario, diretto da Donatella Romani e Roberto Amato, racconta attraverso le esperienze di pazienti e medici il rapporto quotidiano con l’angioedema ereditario. L’opera è stata realizzata con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e prodotta da Telomero Produzioni.
«Oggi, grazie alle terapie disponibili, le persone con angioedema ereditario possono condurre una vita serena», ha concluso Mantovano, ribadendo il ruolo delle associazioni nel sostenere chi affronta la malattia.
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