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Cronaca 1 min di lettura5 giorni fa

Abusi a Loctudy, le vittime tornano a farsi sentire dal Papa

Quattro donne rientrano nella scuola cattolica di Bretagna dove subirono violenze da bambine e rilanciano la richiesta di cambiamenti, mentre Leone XIV si prepara a vedere sette sopravvissuti a Lourdes il 27 settembre.

Le ferite lasciate nella scuola cattolica di Loctudy non appartengono soltanto al passato: le quattro donne che vi furono abusate da bambine sono tornate lì per ribadire che la Chiesa deve cambiare davvero. Dopo l’incontro avuto con Papa Francesco nel 2023, ora Ghislaine Magoarou, Raymonde Vilar-Daoulas, Marie-Pierre Vigouroux e Michèle Le Reun-Gaigne guardano a Leone XIV e chiedono risposte concrete.


La richiesta di un cambiamento reale

Per le quattro testimoni, la visita nel luogo degli abusi non è stata un gesto simbolico fine a sé stesso. È servita a riportare l’attenzione su una vicenda che, per loro, resta aperta finché non arriveranno riforme e misure capaci di prevenire nuovi casi.

Il nuovo passaggio sarà a Lourdes, dove il 27 settembre Leone XIV incontrerà sette vittime degli abusi nella Chiesa. Le donne che hanno parlato chiedono che da quell’appuntamento emergano impegni chiari, non solo parole di vicinanza.

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Il caso di frère Gabriel Girard

A Loctudy, secondo quanto ricostruito, frère Gabriel Girard convocava le alunne una per volta e imponeva alle altre di tenere lo sguardo basso mentre consumava gli abusi. Tra le vittime c’era Ghislaine Magoarou, che aveva nove anni quando fu violentata.

Dopo mesi segnati da quelle violenze, Ghislaine arrivò persino a tentare il suicidio gettandosi in mare. Girard avrebbe colpito tra 50 e 70 bambini in quella scuola e circa 170 in tutta la Francia; è morto nel 1979 senza mai affrontare un processo.

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