34 bambini morti in un anno: torna la mobilitazione per le scuole
Da Torino a Cagliari, 120 iniziative coinvolgono famiglie e scuole per chiedere zone 30, percorsi protetti e aree scolastiche libere dal traffico.
Ogni anno le strade italiane continuano a registrare vittime tra i più piccoli: il rapporto annuale dell’Osservatorio Asaps indica 34 bambini sotto i 14 anni deceduti. In questo contesto riparte Street for Kids, la mobilitazione coordinata dalla coalizione Clean Cities per chiedere interventi concreti davanti agli istituti scolastici.
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La sicurezza parte davanti alle scuole
L’iniziativa coinvolge 15 città italiane con 120 appuntamenti. Bambine e bambini, genitori e insegnanti parteciperanno a percorsi casa-scuola in bicicletta, pedibus, giochi all’aperto, striscioni e azioni collettive nelle strade di Torino, Milano, Roma, Napoli, Verona, Modena, Firenze e Cagliari.
La campagna punta alla realizzazione di strade scolastiche permanenti, alla diminuzione dei limiti di velocità e alla protezione degli spazi adiacenti agli edifici. Le richieste comprendono anche l’introduzione di zone 30 e una diversa organizzazione della viabilità nei pressi delle scuole.
I numeri spiegano l’urgenza
Secondo le analisi Aci-Istat sugli incidenti stradali, nei grandi centri urbani come Roma almeno un istituto su due registra durante l’anno un sinistro con studenti feriti nelle immediate vicinanze. Il problema, quindi, non riguarda soltanto la sicurezza dei tragitti, ma anche quella degli ingressi e delle uscite da scuola.
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La situazione è rilevante anche a livello europeo. Le stime dell’European Transport Safety Council parlano di oltre 600 bambini fino a 14 anni morti ogni anno sulle strade dell’Unione europea, mentre più di 18 riportano ferite gravi ogni giorno.
La richiesta di Anna Becchi
Anna Becchi, coordinatrice della campagna Streets for Kids, ha spiegato che l’obiettivo è rafforzare la pressione sulle istituzioni: «Vogliamo far sentire ancora più forte la nostra voce per chiedere che le strade delle scuole diventino oasi di sicurezza».
Becchi ha collegato la mobilitazione ai recenti episodi mortali avvenuti a Torino, Firenze e Bolzano, sottolineando la necessità di restituire ai bambini uno spazio pubblico protetto. Ha inoltre criticato l’impostazione della riforma del Codice della strada, accusata di mantenere centrale il ruolo delle automobili invece di rendere le vie più sicure per chi cammina, e ha presentato l’azione “Tutta nostra la città” come un appello per velocità più basse, zone 30 e strade scolastiche stabili.
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