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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

20mila lettere per le case invisibili: l’IA ora incrocia le mappe

Il Fisco confronta immagini aeree e dati catastali per individuare immobili assenti dagli archivi o modificati senza aggiornamenti ufficiali.

Per circa 20mila proprietari di immobili è in arrivo una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. Il controllo riguarda fabbricati che non risultano nelle mappe catastali e, in questa prima fase, punta soprattutto sulle cosiddette case fantasma. Chi riceverà l’avviso dovrà verificare la propria posizione e, se necessario, mettersi in regola.


La verifica parte dalle immagini

L’individuazione delle anomalie nasce dal confronto tra la cartografia catastale e le immagini ad alta risoluzione del territorio. A occuparsi della raccolta delle fotografie aeree e satellitari è l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, mentre i sistemi di intelligenza artificiale analizzano le differenze tra ciò che appare sul terreno e quanto risulta negli archivi ufficiali.

Le segnalazioni prodotte automaticamente non determinano però, da sole, l’irregolarità del proprietario. Dopo il passaggio informatico intervengono gli uffici competenti, che devono eseguire gli accertamenti necessari anche attraverso verifiche sul posto affidate a un ispettore.


Chi rischia la comunicazione

Il primo gruppo coinvolto è quello dei titolari di edifici o porzioni di immobili mai registrati al Catasto. Le prossime verifiche potranno riguardare anche chi ha modificato un fabbricato senza comunicare la variazione: tra i casi indicati rientrano la costruzione di un garage, il cambio della destinazione d’uso o l’aggiunta di un nuovo piano a una villetta.

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Le lettere inviate in questa fase, tuttavia, sono destinate ai proprietari delle strutture non censite. L’obiettivo dell’amministrazione finanziaria è ottenere l’aggiornamento degli archivi e fare emergere gli eventuali obblighi fiscali collegati all’immobile.


Cosa fare dopo l’avviso

Il destinatario può innanzitutto dimostrare che la discrepanza rilevata non esiste, fornendo gli elementi utili a chiarire la situazione. Se invece l’immobile risulta effettivamente assente o non aggiornato, sarà necessario procedere alla regolarizzazione catastale.

L’adeguamento può comportare una nuova rendita, il versamento delle somme arretrate e l’applicazione delle sanzioni previste. La modifica non resta confinata ai registri catastali: la rendita incide anche sul calcolo di alcune imposte locali, tra cui l’Imu dovuta sulle seconde case e la Tari.

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